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Il vangelo non può fallire, Ricordo di p. Amedeo Ghizzo

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Padre Amedeo Ghizzo era nato a Bergamo il 13 luglio 1930. A tredici anni, ebbe l'occasione di ascoltare una predica di p. Lorenzo Lini che invitava i ragazzi a farsi missionari. Il piccolo Amedeo fu subito conquistato dall'entusiasmo del missionario. Entrò nella casa saveriana di Grumone (CR) nel 1943 e fu ordinato sacerdote a Piacenza il 17 marzo 1956.

Per otto anni p. Amedeo fu trattenuto in Italia per insegnamento nelle scuole saveriane a Desio e Vicenza; poi, nel 1964 partì per la missione, con destinazione Sierra Leone.

La gioia di insegnare

Delle sue prime visite nei villaggi scrive: "Ho cominciato insegnando il «Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo». Provo dentro tanta gioia a sentire questa gente lodare Dio in modo così spontaneo. Una bimbetta di tre anni mi fissava con i suoi begli occhi, teneva le manine giunte e per imitarmi muoveva le labbra...". Rimase in Sierra Leone otto anni, fino al 1973, quando tornò in Italia per completare gli studi accademici nelle università romane. Insegnò teologia a Parma per tre anni (1974-1977) e poi fu mandato a Zelarino (Venezia).

Aveva avuto alcuni episodi di depressione ansiosa. In quel periodo gli fu vicino in modo particolare p. Gabriele Ferrari, superiore generale, verso il quale padre Amedeo conservò sempre viva gratitudine fino a dire che gli doveva riconoscenza "per avergli salvato la vita".

Apprezzato animatore a Zelarino

Ripresosi, p. Amedeo tornò in Sierra Leone nel 1989. Alla vigilia della partenza, scrisse al superiore generale dicendo di partire con molta più gioia e serenità. Sentiva che c'era un futuro per la chiesa in Sierra Leone ed era lieto di portare il suo contributo: "Il vangelo non può fallire, perché è parola di Dio. È bello essere protagonisti di una storia d'amore di Dio per questi nostri fratelli africani". Ed era bello che un missionario di quasi sessant'anni, dopo una crisi di depressione, fosse ancora pieno di entusiasmo per la vita missionaria, pur avendone sperimentato le difficoltà.

Padre Amedeo rimase in missione per altri cinque anni, lavorando come parroco e come insegnante. Tornò in Italia definitivamente nel 1996 e rimase a Zelarino, dove svolse un'attività di animazione missionaria da tutti ammirata. Trovò anche il tempo di scrivere una biografia molto documentata di mons. Augusto Azzolini, primo vescovo di Makeni, in Sierra Leone.

Poi venne la malattia. Quando si aggravò ed ebbe bisogno di continua assistenza, p. Amedeo fu portato a Parma. Qui si è incontrato con Dio nella notte del 3 novembre 2012, dopo aver ricevuto l'unzione degli infermi nel pomeriggio precedente, alla presenza di molti confratelli. Ora continua la sua missione dal cielo.



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