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Celebrazione dei missionari/e martiri: 24 Marzo

Sono 31 i missionari e le missionarie uccisi nel mondo nel 1999. Martire è colui che testimonia il suo messaggio fino alla morte, allo spargimento del sangue. Origene, nel suo commento a Giovanni, descrive bene il concetto del martire: "chi rende testimonianza alla verità, difendendola con le parole, con gli atti o con altri modi, può a giusto titolo essere chiamato testimone, martys".

Il tempo dei martiri non finito e le cifre lo dimostrano. Negli ultimi cinque anni il numero dei martiri raddoppiato. Fino alla metà degli anni '90 gli assassinii erano una quindicina all'anno, oggi siamo sui 30 - 40. E' una conseguenza della nuova instabilità del Terzo Mondo,del moltiplicarsi di quelle guerre locali in cui inevitabilmente i religiosi rimangono coinvolti. Non dimentichiamo poi che oltre coloro che vengono uccisi, ce ne sono tanti di più che rischiano e che soffrono nelle loro missioni.

Il martirio, come momento di speranza per luoghi che spesso gli uomini dimenticano, luoghi che non sembrano offrire speranza.

Il martirio invece, piuttosto che essere un momento di tristezza, mostra che la Chiesa era ed è là per predicare la fede, la pace, il perdono, l'amore all'uomo. C'è chi morto mentre celebrava la Messa nelle foreste del Congo, chi portando aiuto alle popolazioni di Timor Est, chi predicando lungo i fiumi della Colombia. Tutti erano in viaggio. Ed anche per questo motivo che questi uomini e queste donne, che hanno donato la vita, sono modello per il pellegrinaggio che una delle caratteristiche di questo Anno Giubilare. Non indispensabile dirigersi verso Roma e le sue basiliche (fortunato chi lo potrà fare) per essere un autentico pellegrino dell'Anno Duemila.

Dei 31 missionari\e uccisi nel 1999, 17 erano sacerdoti, 8 suore, 4 seminaristi e 2 catechisti. Quindici sono caduti in Africa, 10 in Asia e 6 in America Latina. Cinque gli europei, due italiani: la canossiana suor Erminia Cazzaniga, uccisa a Timor Est in settembre, e p.Umberto Negrini, dell'Istituo di don Orione, trucidato in Angola, a Luanda, lo scorso ottobre.

La morte di questi servi del Signore suscita una profonda impressione tra la popolazione che li ha conosciuti: in quel dono estremo la gente si chiede, vede finalmente chi erano questi stranieri venuti da lontano in mezzo a loro. Oggi si parla molto di inculturazione della missione. Il massimo di inculturazione condividere interamente la vita, arrivando perfino a condividere la morte.

Il calendario riporta il ricordo dei martiri missionari il 24 marzo; ma nel prossimo mese di Maggio il Papa celebrerà per loro una giornata dedicata ai testimoni della fede, nella quale accoglierà nella lista dei martiri anche protestanti, anglicani e ortodossi.

Una cosa comunque certa: il sacrificio di quegli uomini e di quelle donne il segno pi evidente di una Chiesa viva, che cammina a fianco dei poveri, incarnazione quotidiana del Vangelo della pace, segno di speranza per chi crede nel trionfo cristiano della vita sulla morte .

Anche i Saveriani contano fra loro 11 martiri:



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