Il rosario missionario, Un arcobaleno di pace nel mondo
I missionari hanno insegnato la pratica del rosario a tutti i cattolici nel mondo, quando non li ha preceduti proprio la Madonna. In Messico, ad esempio, la Madonna di Guadalupe con la sua apparizione si è rivelata "serva del Signore" per gli indio; in Giappone il rosario è stato conosciuto grazie alla preghiera di un mercante portoghese. Da molti anni i missionari diffondono in Italia il rosario missionario.
Il breviario del popolo
Il rosario missionario è nato da un’idea del famoso vescovo americano Fulton Sheen, che inizialmente lo pensò come una preghiera per i vari continenti. Si compone di una corona che ha le cinque decine di colore perso, a seconda dell’area geografica e della popolazione: bianco per l’Europa, dove risiedono i popoli dalla pelle bianca; giallo per l’Asia, abitata dai popoli detti di carnagione "gialla"; verde per l’Africa, per le sue foreste dove abitano i neri; rosso per l’America, in ricordo dei pellirossa delle praterie del nord; azzurro per i popoli dell’Oceania, dispersi nelle isole dell’immenso oceano Pacifico.
Il rosario missionario potrebbe essere uno splendido arcobaleno di pace che avvolge il mondo e gli garantisce la protezione della Madonna. In Europa, la recita del rosario sembra andare in crisi, ma nel mondo missionario il rosario è da sempre il famoso "breviario del popolo", recitato con frequenza e devozione.
Il rosario in Giappone
Come dicevo prima, in Giappone il rosario è arrivato prima dei missionari. Lo ha introdotto un mercante portoghese sbarcato nell’isoletta di Tanehashima. Il modo di recitarlo incuriosì così profondamente il nobile Otomo Yoshishige, che questi chiese al mercante informazioni sulla sua fede. Otomo fu battezzato da san Francesco Saverio e penne un appassionato diffusore della preghiera del rosario.
Durante la lunga assenza dei missionari dal Giappone, durata più di due secoli a causa di varie persecuzioni subite dai cristiani, il rosario mantenne viva la fede dei cristiani giapponesi, come i missionari constatarono al loro ritorno, nel 1856.
Il rosario nel museo
Un gran numero dei santi martiri giapponesi apparteneva alla Confraternita del rosario. Le loro "corone" sono ora conservate nel museo atomico del dottor Nagai, a Nagasaki. Tra queste, c’è anche il rosario della moglie Maria Midori, che il dottor Nagai aveva trovato tra i resti del corpo carbonizzato dallo scoppio della seconda bomba atomica. Maria Midori aveva scritto il libro "La corona del rosario", nel quale è riportata questa frase: "il rosario in ogni luogo, in tutti i tempi, in tutte le necessità".
Il dottor Nagai è considerato il Gandhi giapponese della pace. È pentato cristiano con il nome di Paolo, come il martire giapponese Paolo Miki. Si è convertito leggendo Pascal: "C’è abbastanza luce per coloro che desiderano vedere, e abbastanza oscurità per coloro che sono in una disposizione contraria".
- Chi desidera la corona missionaria, può richiederla scrivendo o telefonando ai saveriani di Cagliari e Macomer.







