Il regalo di Gaeta a Madina
Continua l'intervista a p. Paulin Shadari, giovane saveriano congolese, missionario in Sierra Leone.
Come ti trovi con i giovani?
Non è facile indovinare quello che piace ai giovani. Devi sapere bene quello che li attira. Di sicuro, non sono le parole o i discorsi. Ci vogliono cose pratiche come lo sport, la musica, le gite..., anche se a Madina non c'è niente. Però uscire dall'ambiente è sempre importante per i giovani. Riesco a fare poco con loro, anche per la mancanza di mezzi. Ho cercato di radunarli per incontri di formazione, ma con scarso risultato.
Hai in mente qualche obiettivo?
Considero la gioventù come una grande ricchezza e il futuro della chiesa, soprattutto in un ambiente musulmano come il nostro. Lo sforzo più importante è far sì che i giovani arrivino a scoprire Cristo nella loro vita, come la sola vera ricchezza dell'uomo.
In Sierra Leone è importante anche mostrare ai giovani che non possiamo dimenticarci del passato, ma dobbiamo servircene per costruire un futuro migliore fondato su Cristo. Dobbiamo voltare definitivamente la pagina della guerra e guardare avanti.
Cosa s'aspettano i giovani?
I miei giovani sono come tutti i giovani del mondo. Sognano e hanno tante aspettative di tipo personale, famigliare, sociale e anche religioso. I giovani sierraleonesi vogliono essere africani autentici e ci tengono alla loro dignità, anche se qualche volta scimmiottano le varie mode che provengono dall'occidente. Anch'io però ho un'aspettativa su di loro: quella di vedere un giorno i miei giovani capaci di prendere in mano la loro vita cristiana e non avere più paura di niente.
Avete ricevuto un regalo!
Sì, la Caritas di Gaeta ci ha fatto il grandissimo dono di un gruppo elettrogeno di 5 KW per la scuola "Santa Maria" di Madina, una delle due scuole secondarie della nostra missione. La scuola ha circa quattrocento alunni con otto classi e tanti problemi. Prima di tutto, non c'è neanche una piccola biblioteca, niente che possa aiutare i ragazzi ad approfondire gli studi. I ragazzi fanno fatica a studiare la sera per mancanza di elettricità. Quando nella missione di Madina è arrivato il generatore, è scoppiata la gioia negli alunni e negli insegnanti.
Hai altri progetti per i giovani?
Ce ne frullano tanti per la testa. Noi missionari vorremmo dare loro una biblioteca nell'ambito della scuola e uno spazio per divertirsi. Sogniamo una piccola struttura che possa aiutare questa gioventù a crescere e a dimenticare tutte le brutture della guerra.
Sognare fa bene, ma è bene anche non illudere e non deludere gli altri con i nostri sogni... Ci affidiamo alla Divina Provvidenza.








