Il pellegrinaggio a Lourdes
Siamo stati a Lourdes anche lo scorso febbraio e non era il nostro primo viaggio nella cittadina pirenaica. Ci eravamo già stati nell’agosto del 1989, sulla strada verso Santiago de Compostela per la GMG con Giovanni Paolo II, e nel settembre del 2014, con il nostro parroco, per affidare all’Immacolata la nascente Unità Pastorale di Pizzighettone.
Stavolta, però, era il pellegrinaggio “giusto”, proprio nell’anniversario della prima apparizione della Vergine alla giovane Bernadette (febbraio 1858), per la festa di Nostra Signora di Lourdes e nella Giornata mondiale del malato. Ciò che ci ha spinto verso la grotta di Massabielle, in una stagione così impervia, è stata la grande fiducia nella nostra Madre celeste che può tutto presso il figlio Gesù, anche i miracoli e le guarigioni impossibili. Siamo partiti con questa Speranza, coscienti che tutto ciò che si vive a Lourdes non è né un rito magico né una superstizione. Ogni gesto deve essere motivato e vissuto nella Fede e nella Preghiera.
Soprattutto, abbiamo avuto la certezza di non essere partiti “da soli” perché molti amici ci hanno chiesto di ricordare i loro ammalati e molti altri ci hanno accompagnato con la loro preghiera, tra questi anche i padri del “quarto piano” della Casa Madre.
Due sono stati i momenti più intensi: il gesto dell’acqua e l’ultima visita alla grotta prima della partenza. Dopo la pandemia, non è più possibile fare il bagno nelle piscine dove ora si celebra il Gesto dell’acqua. È un rito semplice ed essenziale che richiama la grazia del Battesimo, durante il quale si presentano a Maria e Bernadette le richieste personali e di tutte le persone che si sono affidate a noi. Si beve l’acqua da una brocca, ci si bagna il volto e il capo come indicato dalla Vergine a Bernadette e si recitano un Padre Nostro, un’Ave Maria e un Gloria, alla presenza di un barelliere dell’Unitalsi che ripercorre le tappe delle apparizioni e il loro messaggio. Abbiamo capito che la salute non è un dono privato, individuale ed esclusivo, ma una grazia che deve essere messa al servizio di tutti, soprattutto dei più piccoli e fragili. L’ultimo giorno, un paio d’ore prima della partenza, siamo tornati, tra vento e pioggia incalzanti, a “goderci la grotta”, in solitudine e in silente preghiera.
Al nostro rientro, siamo stati felici di condividere la nostra esperienza con gli amici e di portare una piccola testimonianza di Fede anche tra i colleghi di lavoro. Ora, la nostra preghiera alla Vergine Immacolata continua e confidiamo nel suo materno intervento.







