Il passato per pensare il futuro
La prima meta del pellegrinaggio autunnale dell’Unità Pastorale di Rezzato era Fontanellato (PR), dove c’è il santuario della Beata Vergine del Santo Rosario.
La storia del santuario inizia nel 1521, quando la contessa Veronica Sanvitale invita i frati domenicani a stabilirsi lì, donando loro il terreno vicino alla chiesetta di San Giuseppe. I domenicani esercitano il loro ministero pastorale, dedicandosi all’evangelizzazione e all’assistenza degli ammalati. La devozione del rosario si diffonde ed è accolta con fervore dalla popolazione della regione. Nel 1615, i domenicani chiedono a un artigiano di Parma di scolpire una statua in legno della Madonna con il Bambino Gesù che, ancora oggi, suscita grande fiducia. Tra le tante grazie ottenute, si ricorda la guarigione di Anna Micheli (1828-1871), cofondatrice delle suore “Piccole Figlie” di Parma; di Andrea Ferrari (1850-1921), cardinale e arcivescovo di Milano; e quella di Guido Conforti (1865-1931), vescovo di Parma e fondatore dei saveriani.
Per l’Eucaristia, il nostro gruppo si è unito ai pellegrini della provincia di Varese.
Nel pomeriggio, ci siamo spostati dai saveriani, dove ci ha accolto p. Alfredo Turco, direttore del Museo Cinese ed etnografico che sorge vicino alla Casa Madre. Il museo custodisce l’impegno dei saveriani per la cultura e la valorizzazione delle grandi tradizioni religiose e culturali, a favore della Madre Terra e della mondialità. Ha una forte identità internazionale per il valore dei suoi materiali e per la modernità delle soluzioni espositive. Risalente al 1901, è stato voluto fortemente dal fondatore Guido Conforti. Fino al 1947 era allestito solo con oggetti provenienti dalla Cina, inviati dai saveriani presenti sul territorio. Ora ospita materiali di tutti i continenti.
Il Museo, nel corso del tempo, ha subito una radicale ristrutturazione, un investimento nel campo della cultura. Ha come target privilegiato visitatori e scuole di ogni genere e grado. Il Museo non vive per dare una testimonianza di reliquie del passato; piuttosto vuole sottolineare la vitalità, anche contemporanea, delle culture che vi sono rappresentate. È importante guardare al passato per progettare il nostro futuro.
Accanto al Museo d’Arte Cinese, c’è quello Etnografico relativo a vari Paesi del mondo con particolare riferimento alle regioni dove lavorano i saveriani. Lo scopo è evidenziare quanto diverso sia il pensiero e il modo di vivere sulla terra, ma anche che l’essere umano è sempre ingegnoso e artista.
Terminato il nostro “viaggio” tra le culture di popoli sparsi in varie parti del mondo, abbiamo fatto una breve visita al santuario dei saveriani, dedicato a san Guido Conforti, pregando per tutti i missionari. Il viaggio di ritorno è stato arricchito dalla recita del Rosario e rallegrato da canzoni degne di un festival di Sanremo.







