Il nostro ministero della gioia
Gli avvenimenti e le situazioni che si ripetono nell'esistenza di ciascuno fanno della vita un memoriale, un evento da ricordare e celebrare; creano tradizione e consuetudine e piantano tasselli di solidità. Questo è quanto accade, ormai da parecchi anni, ai diaconi della diocesi di Reggio Calabria (siamo ora 42) che nel giorno di santo Stefano si riuniscono per un evento di amicizia e fraternità.
Con i saveriani in santuario
Stefano è il primo martire e anche il primo diacono. La sua memoria liturgica è posta subito dopo il Natale per sottolineare quanto egli fosse stato vicino a Cristo nel suo percorso terreno e la sua prontezza a offrire la propria vita per non rinnegare la fede nel Maestro. Gli Atti degli apostoli ci parlano di Stefano come uomo colto e saggio, oltre che ricco di una fede semplice e autentica che lo faceva agire nel suo ministero con la grazia e la fortezza provenienti dallo Spirito Santo.
Nel giorno della sua festa ci ritroviamo al parco della mondialità, presso il santuario della Madonna della Grazia per celebrare l'Eucarestia sotto il suo sguardo materno e anche in spirito di comunione con i saveriani che ormai da anni sono presenza di fede e animazione in questo luogo santo, caro alla nostra terra reggina, e che ringraziamo di vero cuore per l'accoglienza genuina.
Per rinsaldare i legami
Anche noi, spesso trascinati da vari impegni di lavoro, famiglia e ministero, ci fermiamo un pomeriggio per respirare la diaconia della gioia, della condivisione e della fraternità autentiche. Ci accompagna in questo luogo il motto dei saveriani: "fare del mondo una sola famiglia".
L'Eucaristia celebrata da don Mimmo Marturano e da p. Pierluigi Felotti, la preghiera universale e la comunione al Corpo e al Sangue di Cristo, rinsaldano i legami fra di noi, ci fanno meditare sulla necessità di diventare sempre più uomini colti e saggi alla luce della Parola di Dio, capaci di dire a tutti la propria fede e di rendere ragione della speranza che abita in noi.
È un avvenimento che, pur nella sua semplicità, attendiamo ormai tutti, perché ci aiuta a cercare e a riconfermare quella disponibilità a essere diaconi, a essere famiglia, a essere segno. Passiamo poi dall'agape Eucaristica a quella fraterna, ugualmente importante per vivere e rinsaldare i rapporti di fraternità diaconale.
I presepi del mondo
L'appuntamento è a casa mia dove, tra un manicaretto e l'altro, preparati da mia moglie Maria, mostro ai miei fratelli diaconi i presepi che aumentano di anno in anno! La mia passione per il presepe è un fatto che non si tocca! È un appuntamento sacro preparare il grande presepe all'ingresso di casa, perché sia benedizione per quanti vi abitano e accoglienza per quanti ci vengono a trovare.
Sparsi poi qua e là tra le mura domestiche, c'è una miriade di presepi grandi e piccoli, provenienti da ogni parte del mondo a memoria dei tanti viaggi che il mio ministero diaconale mi porta a fare. Ogni ritorno a casa è suggellato dall'arrivo di un nuovo presepe, quasi a dire che la conoscenza di una nuova realtà nel mondo mi aiuta a nascere un'altra volta, a rinnovare la mia fede, a rivestirla dello stupore che accompagna il grande evento della nascita del Salvatore. Questa serata è motivo di grande gioia per tutti. Viviamo qualche ora in spirito di semplicità, di spensieratezza e di condivisione... anche poetica, con le poesie recitate ogni anno da Carmelo Condello.
Con queste poche righe ho voluto raccontare la bellezza della fraternità e della diaconia vissuta con Cristo e per i fratelli, con piccoli gesti quotidiani che diventano ricchezza di fede e autenticità per tutti. Al prossimo anno!







