Il lungo servizio in Italia
L'apostolato della riconoscenza
Tornato dalla Sierra Leone nel 1974, da allora ho sempre lavorato in varie comunità saveriane in Italia. Sei anni sono stato economo nella nostra comunità di Salerno. Due anni sono stato segretario e aiutante di mons. Gianni Gazza, il vescovo saveriano di Aversa. Poi ho dato una mano a ristrutturare la casa saveriana di Tavernerio (Como). Infine, sono tornato a Salerno per altri sei anni.
“Il buldozer” in gratitudine
Da circa undici anni sono nella comunità saveriana di Genova - Pegli. Ho aiutato padre Sperandio Orlandini, di venerata memoria, a esprimere la nostra gratitudine ai tanti benefattori che da anni aiutano la nostra attività missionaria. L'aiutavo a scrivere, perché non riusciva più a farlo da solo. Mi sono messo in questo impegno anima e corpo , tanto che padre Sperandio mi chiamava “ il buldozer ”, per il mio ritmo di lavoro. Passavo in rassegna circa 8.000 amici e benefattori che la Provvidenza ci aveva donato. Andavamo a visitarli e cercavamo di stare loro vicini, soprattutto nei momenti difficili.
È il nostro apostolato della riconoscenza e del ringraziamento: una lettera, una telefonata, una visita... Tutto accompagnato dalla Messa e dalla nostra preghiera quotidiana. Fin quando ho potuto e le forze mi hanno aiutato, ogni primo venerdì del mese sono andato a Masone a confessare: che bell'esperienza di ascolto e di riconciliazione!
Ogni giorno prego per tutti
Oggi riesco a far poco, a causa della sinderesi . La memoria, la vista e l'udito non mi aiutano. Cerco di fare quel poco che posso, in casa e per gli amici e benefattori, che ringrazio di cuore, perché hanno fiducia nei missionari. Sono loro che ci permettono, con la preghiera e l'aiuto, di continuare la nostra missione nel mondo. Ogni giorno prego per tutti e, con i miei limiti, mi sento parte attiva della missione, in comunione con i missionari e i benefattori.
Prima di finire, desidero raccontare una cosa. Due anni e mezzo fa, nella casa madre di Parma, ho incontrato padre Giuseppe Zanardi, che era tornato dal Messico. Ci eravamo accordati per celebrare insieme il nostro cinquantesimo di ordinazione sacerdotale. Il 12 novembre scorso, invece, il Signore l'ha chiamato in cielo a celebrare il suo sacerdozio eterno. Padre Romano Rolli è in cielo dal 1996. Insomma, dei tre saveriani ordinati preti quel 2 febbraio 1956, sono rimasto l'ultimo…
C'era anche una preghiera:
“Ricevi, o Signore, per le mani di Maria santissima, il mio sacerdozio perché sia di lode a Te, di gaudio e benedizione ai genitori, parenti, benefattori, e luce e redenzione alle anime nel mio apostolato”.
Infine, c'era una richiesta: “Per favore, pregate per me”.








