Il gruppo “sequela”: Signore, cosa ti aspetti da me?
Da: MARIELE E BETTY - Una domanda centrale nel cammino di fede di ciascuno di noi è quella sulla nostra vocazione: ”Signore, cosa ti aspetti da me?”
La bellezza del nostro Dio sta in questo: rispettando in pieno la nostra libertà, egli si rivela e ci parla attraverso gli avvenimenti. In questo senso, scrive Pascal che “gli avvenimenti sono maestri che Dio ci dà per aiutarci a servirlo”.
Il gruppo sequela è uno di questi maestri. Aiuta a investire bene il tesoro che ciascuno di noi è. Passo dopo passo, ci conduce verso una vita più piena, alla ricerca della propria missione, alla scoperta del nostro posto nel mondo.
Questo è il suo slogan: “Conoscersi per donarsi”.
Una bussola per il viaggio
Non è semplice fare verità su se stessi. A volte, viene più facile costruirci una falsa identità, anche come maschera protettiva della nostra vera identità. Il gruppo sequela è come una bussola che ci fa da guida in questo viaggio, per valutare meglio non solo i propri limiti e le proprie fragilità ma soprattutto per valorizzare al massimo le doti e i desideri.
A volte noi diamo per scontato che stiamo impegnando la nostra vita al 100 per cento. Non ci rendiamo conto, invece, di essere come quel servo che seppellisce la moneta nelle tante attività giornaliere senza capirne il valore. Lo facciamo in modo istintivo...
Partecipare al cammino della sequela vuol dire farsi aiutare, anche attraverso una guida spirituale, a far crescere quel gene d'amore che Dio Padre ci ha dato. Ci vediamo con occhi diversi. È come se Dio ci prestasse i suoi occhiali! In questo modo, egli ci aiuta a far fruttificare i talenti con una scelta di vita responsabile.
Come una caccia al tesoro
Il sequela è come una caccia al tesoro ! E una delle monete più preziose da giocare è questa: affidarsi alla Parola di Dio, come “strumento che non ci detta la scelta, ma apre nuovi orizzonti al nostro desiderio”. Il valore di questa moneta va scoperto ogni giorno.
Una tappa importante di tutto il cammino è l'esperienza di Assisi . Consiste in alcuni giorni di deserto e di convivenza , dove si scopre che questo cammino è personale ma non individuale ; che la condivisione e il confronto sono sempre un dono reciproco.
Alla fine di due anni, non abbiamo ancora trovato la risposta definitiva alla domanda iniziale: “Signore, cosa ti aspetti da me?”. Abbiamo però gli strumenti idonei per capire se i nostri desideri sono conformi al disegno che Dio ha su di noi.
Per concludere, vorremmo fare una considerazione: quando diciamo “sì” alla sequela del Signore, scopriamo che lui ci stava “inseguendo”.
È come se lui abbia bisogno di noi, di quel nostro “sì”. È una scoperta stupenda!








