Il Giubileo… del missionario
Il missionario nel suo viaggio nel Paese di missione è come Gesù che si presenta nella sinagoga di Nazaret per annunciare l’anno di grazia che apre il cuore ai poveri, che libera i prigionieri, che illumina i ciechi, che redime gli oppressi. La speranza che non delude… La speranza… non è in una dottrina, ma nell’accoglienza e nell’adesione alla persona di Gesù, che è la porta santa del giubileo (“Io sono la porta”). Passando per la porta si afferma la fede in lui, che fa di noi suoi Figli… La speranza che non delude è nel perdono dei peccati, nella riconciliazione, nella pienezza di grazia, senza confini, senza rimasugli del passato, sull’esempio di Gesù che sulla croce dice al compagno crocifisso: “Oggi sarai con me in paradiso”. La speranza che non delude è nell’inserimento nella comunità. La porta santa è quella che fa entrare nella comunione con i fratelli di tutto il mondo, che chiama a vivere insieme, a superare l’individualismo e ad assumere servizi e responsabilità nella comunità. La speranza del giubileo è la missione di tutti per rinnovare il mondo. Il passaggio della porta santa è quello che dà lo Spirito e che, nello stesso tempo, richiede la volontà di rimettere ordine nel mondo, mettere le cose a loro posto con la pace, con la giustizia, con il condono dei debiti dei paesi poveri, con il far riposare la terra tanto abusata e ferita, con l’abolizione di nuove forme di schiavitù, con il rispetto dei diritti umani, con l’attenzione alla vita… Il Giubileo stesso è speranza che non delude, nell’anno di grazia, di far uscire uomini e donne dalla paralisi dell’egoismo per un’esperienza viva dell’amore di Dio, nella speranza certa della salvezza in Cristo. Con Pietro, nel libro degli Atti degli apostoli, infatti, si afferma con franchezza che non c’è altro nome in cui c’è salvezza, se non in Gesù Cristo.








