Il futuro dell’Africa
Le notizie giornalistiche sull'Africa fanno pensare ad un futuro negativo per le continue guerre, carestie, epidemie, profughi: un'Africa inutile al commercio mondiale per le sue emergenze e assistenzialismo, ma necessaria per il commercio delle armi e lo sfruttamento delle materie prime.
C'è anche un'Africa positiva, dimenticata, che sopravvive fra tante contraddizioni con la gioia della vita, di saggi pazienti nelle sofferenze delle avversità come Simone di Cirene che porta la croce di Gesù, di cristiani africani, che hanno accolto il Vangelo. Esiste l'Africa della famiglia estesa (clan) dove nessuno si sente orfano, perché la famiglia è centro della vita e delle relazioni umane.
È da sottolineare che non vi sono casi di suicidio, perché non vi è una società stressante per esigenza del tempo e del successo, c'è l'abitudine all'arrangiarsi. L'Africa religiosa che cerca l'armonia tra antenati e viventi, che ha accolto il Vangelo con gratitudine verso le fatiche dei missionari ed ora diventata missionaria di se stessa e degli altri continenti. In molti paesi il futuro dell'Africa deve essere segnato dalla emancipazione della donna, pilastro della famiglia, perché alcune tribù maschiliste considerano la donna solo moglie e madre che non è rispettata nei suoi diritti personali perché proprietà del marito ed esclusa dalla istruzione per il suo ruolo domestico e vittima del matrimonio forzato.
Dove si è iniziata l'emancipazione della donna la poligamia è diminuita, le tradizioni antifemministe combattute. La donna africana per la sua capacità di condividere è paziente, generosa e contenta della riuscita dei familiari: in Africa una nuova società si può costruire con la donna emancipata dalle tradizioni negative per la sua capacità di riconciliare nelle divisioni etniche e di essere solidale verso gli altri.
La nuova Africa deve sorgere dall'impegno di far trionfare la vita sulle guerre sostenute dagli interessi dei potentati economici, ma che poi devono essere risolte a livello regionale . Tutte queste guerre in Africa distruggono la sua tradizione vitalista ed animista di amore alla vita per una mentalità utilitaristica e meccanica. Il frutto dell'Africa sarà garantito dal superamento del tribalismo col riconoscimento dei diritti di ogni uomo al di sopra di ogni appartenenza etnica.
Nella politica internazionale occorre sviluppare la nuova politica della solidarietà, pace, sviluppo e democrazia contro la politica del potere e dello sfruttamento. A livello internazionale annullare il debito dei paesi del Terzo Mondo contratti da dittatori corrotti perché blocca la possibilità di nuove politiche di sviluppo, come si suggerisce per l'anno giubilare. Occorre eliminare il commercio delle armi verso l'Africa per evitare la tentazione delle guerre di potere o sterminio e delle dittature militari.
Nei singoli paesi occorre sensibilizzare e diffondere l'impegno verso la giustizia sociale con la Banca Etica, il disarmo graduale, il Commercio Equo e Solidale, il Consumo Critico. Il frutto dell'Africa dipende dal loro impegno a rispettare la vita e i diritti di tutti gli uomini e dal nostro a favorire la pace e lo sviluppo. Con la guerra si distrugge soltanto, ma con la pace si costruisce il futuro.








