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A settembre 2015 è deceduto, in Bangladesh, il dottor Erich Baker, medico di villaggio al servizio dei poveracci. Una figura davvero eccezionale, se i musulmani (il Bangladesh è un paese musulmano) ne hanno parlato bene in lungo e in largo.

Chi era?

Erich Baker, cittadino della Nuova Zelanda, era un anglicano. Ha voluto, nella sua vita, realizzare un sogno: servire i poveri. Nato nel 1941, dopo aver conseguito la laurea in Medicina e varie specializzazioni nel suo paese e in Inghilterra, nel 1979 arrivò in Bangladesh. Agli inizi ha svolto la sua attività di medico, per alcuni anni, in un ospedale gestito dagli anglicani. Oltre a fare il dottore, imparò le lingue necessarie per parlare direttamente con la gente, senza aver bisogno di un interprete.

Aprì quindi un dispensario in un villaggio di tribali a Tangail, a nord di Dhaka. In Bangladesh essi sono un gruppo minoritario con lingue, tradizioni e culture diverse da quella predominante di razza bengalese. Per motivi culturali ed economici, i tribali sono un po' ai margini della società.

Come un solo giorno

Fedele alla sua vocazione originaria, il dottor Baker scelse i tribali come compagni inseparabili nel suo viaggio di vita. Aveva posto la sua casa a fianco del dispensario-famiglia, senza muri divisori e cancelli.

In tal modo era facile contattarlo quando i malati avevano bisogno. Il dispensario, molto semplice, dispone di due o tre carretti per riportare gli ammalati gravi alle proprie case; egli stesso andava a fare le visite a domicilio in bicicletta.

Il suo stile era molto familiare e semplice e la gente si sentiva a casa propria. Visitava gli ammalati, prendeva pochi soldi per la visita e dava le necessarie medicine gratis. Se c'era bisogno di esami clinici, faceva anche quelli a poco prezzo. Per trent’anni, l’ha fatto con lo stesso stile, con una costante vicinanza alla gente, con la voglia di servire. Trent’anni, come fosse stato un solo giorno, luce delle genti, amico dei poveri.

Grazie per la tua vita offerta

Ai suoi funerali, celebrati da un sacerdote cattolico, c'è stata una toccante testimonianza.

“Una sera, molto tardi, mi ero recato dal Dr. Baker perché mia mamma stava molto male ed io, povero, di notte, non sapevo cosa fare. Il dottore mi disse che sarebbe venuto lui a casa mia. Arrivato, si fermò lì, accanto a mia mamma per più di un'ora. Bevve il tè con noi, ci incoraggiò e consolò, poi fece ritorno a casa”. È la dimostrazione concreta di cosa significa essere fratello compassionevole. E il dottore non ha agito così una volta sola, chissà quante migliaia di volte lo ha fatto!

Alcuni giornali lo avevano intervistato, attratti dal suo stile di vita e dalla sua fama nella zona. Il Dr. Erich diceva che la sua decisione di servire i poveri ed essere loro compagno e sostegno, era nata dalla sua fede in Dio.

Nella giornata, si riservava del tempo, per pregare. Poi visitava e curava gli ammalati, un centinaio, tutto il giorno, senza dare importanza agli orari.

I malati vedevano Dio nella sua vita

Si era integrato molto bene nell'ambiente del villaggio ed era diventato un bengalese, viveva come loro. Anche se straniero, la gente aveva visto in lui "un fratello mandato da Dio", un dono per tutti nel villaggio: musulmani, cristiani e indù. I bengalesi lo chiamavano "Daktar Bhai".

Senza usare grandi somme di denaro, con uno stile povero e accogliente, con il volto sorridente, il Dr. Baker ha messo in pratica le opere di misericordia.

Attraverso la sua vita, ha cercato di rendere presente Dio, generoso e compassionevole verso tutti e verso i più poveri. Nelle visite, egli non parlava di Dio, ma i malati vedevano Dio nella sua vita e tanti ne sono rimasti affascinati. Nel giorno dei suoi funerali migliaia e migliaia di persone, musulmani, cristiani e indù, tutti in fila, sono andati a dare l'ultimo saluto o "arrivederci" per dirgli: "grazie per quello che hai fatto".

La gente dei villaggi vicini si domanda: ora chi prenderà ora il suo posto? Sono in attesa che qualcuno si faccia avanti.



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