Il dialogo tra le religioni
Importante iniziativa a Salerno
In varie parti d’Italia, in occasione della fine del ramadàn - il mese di digiuno dei musulmani -, si è tenuta la terza giornata di dialogo tra cristiani e islamici, nello spirito del famoso incontro di Assisi. Anche a Salerno sono stati organizzati incontri e manifestazioni, con il contributo dei missionari e dei laici saveriani.
Occasioni d’incontro
Già dalla scorsa primavera un gruppo di associazioni salernitane sta cercando di dare vita a un programma di dialogo interreligioso tra cristiani, musulmani ed ebrei. L’intenzione è di creare opportunità di incontro e di confronto, di simpatia e di amicizia, di conoscenza reciproca e di approfondimento della propria identità.
A partire da questo desiderio comune, queste associazioni hanno preparato e diffuso un appello al dialogo e alla convivenza, nel reciproco rispetto. Un gruppo di cristiani della città ha poi visitato la moschea di Battipaglia; ad accoglierli c’era l’imam Amaidia Rachid con una rappresentanza della comunità islamica, che ricambierà la visita.
Ci aiutiamo a vicenda
Nel corso dell’incontro, don Franco Fedullo, direttore della Caritas di Salerno, ha accennato alle molte cose che uniscono e alle molte altre che distinguono cristianesimo e islam. “Auspichiamo - ha detto don Franco - che l’impegno di questa comunità islamica contribuisca ovunque a interpretare e seguire il corano secondo lo spirito della fraternità umana universale. Noi cristiani offriamo a voi la nostra amicizia, auspicando che allo stesso modo siano accolti i cristiani nelle vostre terre di origine, perché anch’essi possano godere degli stessi diritti di cui voi godete in Italia”.
L’imam Amaidia Rachid ha condiviso tale auspicio e ha sottolineato l’importanza della visita, mettendo in risalto i buoni rapporti instaurati con la comunità cristiana. Le Caritas di Salerno e di Battipaglia, infatti, stanno aiutando la comunità islamica di questa moschea attraverso la distribuzione di cibo e alimenti a persone e famiglie in difficoltà economiche.
È necessario dialogare
Durante l’incontro i fedeli musulmani hanno detto che la parola “islam” significa “pace” e che i musulmani desiderano ardentemente vivere in pace. Tanti si sono fatti un’immagine distorta dell’islam, come un mondo pieno di violenza. Ma non è così, hanno affermato; basti pensare che nella tradizione musulmana la guerra dovrebbe escludere dalle sue conseguenze nefaste donne, bambini, anziani e persino l’inquinamento delle acque.
Che ci sia necessità di dialogo tra i leader e i popoli delle diverse religioni è ormai sotto gli occhi di tutti. È un’urgenza che non può essere rimandata. Il Papa ha continuamente indicato l’urgenza di attuare il dialogo. Per questo, nei suoi viaggi, egli visita moschee, sinagoghe e luoghi sacri alle altre religioni; incontra persone di ogni fede e invita tutti a convivere in pace.
Dio manda ad amare
Chi fa esperienza dell’amore di Dio e rinsalda la comunione con i poveri, può coltivare nel proprio cuore solo sentimenti di pace, di accoglienza e di fratellanza. Chi invece coltiva odio e desiderio di vendetta, non può proporsi come inviato da Dio.
Dio infatti manda solo ad amare, comanda solo di amare; perché è amore. D’altro canto, la religione può diventare motivo di paura e di conflitto se il legame tra l’uomo e Dio, che costituisce la fede, è usato per progetti che rivelano solo avidità, sete di potere ed egoismo.
Oggi, il dialogo interreligioso ci stimola a conoscere meglio la propria fede e la propria identità; a non chiuderci a riccio nei propri pregiudizi; a costruire insieme la pace. Per dialogare però bisogna essere almeno in due; bisogna guadagnare la disponibilità altrui e rispettarsi reciprocamente; da soli possiamo soltanto amare e perdonare l’altro.








