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Nelle mie varie attività in missione, ho sempre avuto contatti con i giovani. Soprattutto negli ultimi anni, in Congo RD, ero cappellano degli studenti universitari dell’Istituto Superiore di Pedagogia a Bukavu. Mi trovavo nella celebrazione della domenica con 700-800 studenti, una loro organizzazione di corale, di servizio all’altare, di accoglienza… Tutto veniva preparato durante la settimana e in particolare il sabato. Il corso sulla “Dottrina sociale della chiesa” è stata l’ultima iniziativa che ha coinvolto studenti e professori. Degli oltre trent’anni di missione sono stati i sette più gioiosi della mia vita.

Ora, in Italia, vivo nella comunità di Vicenza con confratelli anziani e i miei contatti con i giovani sono limitati. I giovani che ho conosciuto in Africa sono di una cultura e ambiente diversi. Mi sento intimidito, io ottantenne, quando incontro i giovani del nostro Paese di oggi, per la differenza di linguaggio, di conoscenze tecniche e informatiche, di abbigliamento.
Papa Francesco, nel Messaggio per la giornata mondiale della pace 2022, enumera tra le prime urgenze il dialogo tra le generazioni. Egli, meglio di tanti altri, sa ascoltare i giovani con vera volontà di rinnovamento della Chiesa, dell’economia, nella politica.  

Il presidente Mattarella, nel messaggio di fine anno 2021, ha avuto parole di ammirazione per i giovani. Ha incontrato giovani che si distinguono nel volontariato, che si impegnano negli studi, nel lavoro e nelle istituzioni. Giovani che vogliono apprendere e conoscere, che emergono nello sport, che hanno sofferto a causa di condizioni difficili e che risalgono la china imboccando una strada nuova… I giovani “sono portatori della loro originalità, della loro libertà, sono diversi da chi li ha preceduti e chiedono che il testimone non venga negato alle loro mani”.
Alla fine del suo discorso il presidente ha riportato il testamento lasciato agli alunni dal docente di filosofia, Pietro Carmina, morto nel crollo della sua abitazione a Ravanusa. “Non siate spettatori - scriveva nella lettera - ma protagonisti della storia che vivete oggi. Infilatevi dentro, sporcatevi le mani, mordetela la vita… Voi non siete il futuro, siete il presente…”.

Noi, in passato, abbiamo fatto il sogno (Gioele 3,1) di un’Europa unita, “capace di riconoscere radici comuni e di gioire per la diversità che la abita” (FT n.10). Abbiamo sognato una globalizzazione che non impone un modello unico di sviluppo (cfr. FT, n, 13-14). Ma questi sogni sembrano cadere per qualche ritorno di nazionalismi e di antisemitismo. Lasciamo ai giovani ora le visioni del futuro. Passiamo il testimone. Se noi anziani siamo detentori del passato, i giovani portano avanti il futuro. “Occorre- scrive il Papa - frequentare il futuro, per alimentare l’entusiasmo, far germogliare e fiorire le speranze” (cfr. Messaggio del Papa per la Giornata mondiale della pace, 1° gennaio 2022).



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