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Padre Antonio Bonanomi, missionario della Consolata con 36 anni di missione in Colombia, ha predicato  gli esercizi spirituali pasquali su due temi: alla scuola di Gesù col vangelo (al mattino) e alla scuola di papa Francesco con l’Evangeli Gaudium (al pomeriggio).

La sera ci ha illustrato la situazione della Colombia, dove ha svolto la sua lunga missione per realizzare la teologia del popolo, cara proprio a papa Francesco.

La spina nel fianco…

La Colombia ha una superficie cinque volte più estesa dell’Italia, con 44 milioni di abitanti. Dal 1991 ha una nuova Costituzione, per​un’America plurietnica e pluriculturale, con usi e costumi omogenei. Per 500 anni è stato un paese agricolo, ma solo il 6% degli abitanti possiede la terra.

Il commercio dei narcotici è la spina nel fianco della nazione. Per controllarlo si sono sviluppati una decina di gruppi di guerriglieri (i più noti sono le Farc). Per 50 anni ci sono state guerra e guerriglia. Ma la Colombia non vuole essere uno stato con gruppi paramilitari e un esercito che fa pulizia di oppositori e guerriglieri. I missionari della Consolata avevano sette parrocchie in zona di montagna e per i fedeli c’era il divieto di entrare in chiesa armati.

Una nazione con tanti popoli

La Colombia ha 68 diocesi, con molti preti, ma pochi religiosi. I vescovi sostengono i movimenti ecclesiali. È molto sviluppata l’evangelizzazione verso i gruppi indigeni asiatici, quella della cultura spagnola, quella del cuore e delle strutture, spesso in possesso di ricchi danarosi.

I valori degli indios sono il rispetto della terra, dell’acqua, cioè della natura in generale. Sono valori che dovremmo avere anche noi.

Le case e le famiglie sono aperte, vivono la solidarietà cristiana; nel villaggio nessuno muore di fame o di solitudine. Il gruppo afro-americano, nelle zone delle aziende, invece, è più individualista e senza una comunità di riferimento.

Ma, nonostante tutte le contraddizioni, i giovani sono ricchi di speranza e festosi, camminano con fiducia perché Gesù è risorto. La chiesa è gioiosa e missionaria, un buon auspicio per la rappacificazione e lo sviluppo del paese.



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