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Gli amici dei saveriani di Taranto hanno fatto un pellegrinaggio che ha toccato anche la casa madre dei saveriani a Parma. Ileana era a capo del gruppo e racconta com’è andata. La ringraziamo.

Diario di un pellegrinaggio.

Ci sono viaggi nella vita che intraprendi senza sapere bene come finiranno, cosa doneranno al tuo spirito e forse anche ignorando cosa cercare nella nuova avventura. Proprio così sono partita il 12 ottobre scorso: senza aspettarmi niente di preciso, con il solo scopo di fare qualcosa di diverso. Questo mio stato d’animo mi ha fatto vivere l’intero viaggio come un’avventura sorprendente, giorno dopo giorno.

La casa madre dei saveriani

Siamo partiti da Taranto pronti e carichi. Dopo una notte passata in pullman e una mattinata a Padova ad ammirare la stupenda basilica di Sant’Antonio, tutti estasiati da tanta bellezza ci siamo diretti verso Parma.

Qui abbiamo visitato la casa madre dei missionari saveriani: il museo confortiano, il museo cinese e il santuario del beato Guido Conforti. Ci accompagnavano tre giovani saveriani studenti di teologia: Christian congolese, Alfonsus indonesiano e Dolores messicano, che in serata hanno condiviso con noi la preghiera sul tema "il cammino della vita" e ci hanno fatto dono della loro testimonianza missionaria.

Mi ha procurato grande gioia partecipare, nel santuario del Conforti, alla Messa presieduta da p. Maurice, un giovane saveriano del Camerun, ordinato sacerdote nel dicembre scorso.

Per me è stato emozionante aver accompagnato le amiche e gli amici dei saveriani di Taranto - Lama, davanti alla tomba del beato Conforti. Finalmente, abbiamo potuto ammirare l’uomo che ha dato inizio alla congregazione dei missionari saveriani! È stato bello vedere tutta quella gente che, venerando i resti mortali del Conforti, si è sentita ancor più parte viva di questa grande e accogliente famiglia. Mi sentivo orgogliosa, come se avessi presentato un "caro amico" a chi aspettava con ansia di conoscerlo.

Un clima davvero familiare

Il  giorno dopo, tra meraviglia e stupore, abbiamo visitato le bellezze di Parma: il duomo e il suo bellissimo battistero, la chiesa della Steccata... Durante il pranzo, abbiamo festeggiato il compleanno dell'autista che ci ha accompagnato. La sera a cena erano ancora con noi i tre studenti saveriani Christian, Alfonsus, Dolores e Carlo, un musicista campano nostro caro amico, che ha improvvisato uno show eccezionale. Tra l’entusiasmo e l’allegria collettiva, nessuno voleva che quella serata intorno al fuoco del camino finisse.

Abbiamo sperimentato come persone tanto diverse possano creare un vero clima familiare, quando la diversità di ciascuno arricchisce tutti gli altri. È stata una vera e propria lode a Dio:  attraverso vite ed esperienze così differenti, egli ci ha amati e riuniti perché, chi ancora non lo ha sperimentato, possa scoprire nel volto altrui la somiglianza con l'unico Padre di tutti.

Un gemellaggio spirituale

Per tutto il tempo che abbiamo passato a Parma, siamo stati ospiti di suor Anna, coordinatrice del centro diocesano di spiritualità coniugale a Monticelli, non lontano dalla città. Qui abbiamo incontrato Giorgio, un laico responsabile di tutti gli incontri che si tengono nel centro. Con simpatia e calore, ci ha spiegato come era sorto il centro di spiritualità coniugale e quali sono le sue finalità. Tutti insieme, come una vera e propria famiglia, abbiamo recitato la preghiera dei vespri.

L'ultima giornata passata a Monticelli, mi ha confermato nell'idea che, dopo aver cercato di organizzare le cose il meglio possibile, alla fine è bene fidarsi di Dio, che niente fa a caso. La mattina del lunedì a malincuore abbiamo salutato suor Anna che, senza essere invadente, è entrata nei nostri ricordi più cari di questo viaggio. Con questo centro abbiamo iniziato una sorta di gemellaggio... spirituale.

Sulla strada del ritorno

Scendendo verso sud, abbiamo fatto tappa a La Verna, dove san Francesco ha ricevuto le stimmate, e poi ad Assisi. A La Verna, ci siamo trattenuti fino al pomeriggio dopo il pranzo. Abbiamo assaporato l'unicità di questo luogo, tanto da non riuscire a trattenere l'emozione.

Facendo un esempio, posso dire che eravamo come spugne, pronte ad assorbire al massimo le parole e i gesti, gli odori e le sensazioni di questo luogo santo, circondato da una natura pura e mirabile. Volevamo far tesoro di tutto, per attingere ai ricordi, una volta tornati alla vita di sempre.

Ad Assisi ci siamo fermati un giorno e mezzo. Compiendo il solito giro per le chiese e i conventi, e ripercorrendo le tappe più importanti della vita di san Francesco, proprio tramite i luoghi di culto che si estendono su tutto il territorio assisiano, abbiamo terminato il giro con la visita all'eremo delle carceri e a san Damiano.

Lo Madonna e il Volto Santo

L'ultimo giorno abbiamo avuto ancora qualche piacevole sorpresa. La prima sorpresa è stata il santuario della Madonna dello Splendore a Giulianova, dove abbiamo incontrato padre Paolino, un francescano che con la sua inconfondibile dolcezza ci ha accolti e ci ha parlato del santuario, con gli stupendi mosaici e una via Crucis con statue a grandezza naturale, e dell'acqua miracolosa che sgorga, da quattro secoli, nei pressi del santuario.

La seconda sorpresa è stata a Manoppello: il santuario del Volto Santo, recentemente visitato da Benedetto XVI, ha chiuso in bellezza. Spiegare tutto ciò che abbiamo visto e provato in quelle ore, davanti al sudario che - secondo una tradizione - Veronica usò per asciugare il volto di Cristo, è impossibile. Non trovo le parole giuste per descrivere l'emozione profonda.

Alla prossima avventura!

Il rientro a Taranto è sembrato quasi una... punizione, dopo cinque giorni indimenticabili passati insieme. Ringrazio di cuore chi, con fiducia, ha voluto intraprendere con noi questo viaggio. Spero che il piacere da me provato sia stato condiviso anche dagli altri... pellegrini.

È doveroso ringraziare tutte le persone che hanno reso i nostri giorni indimenticabili: suor Anna e Giorgio di Monticelli; Alfonsus, Christian e Dolores, padre Maurice e Utomo, saveriani di Parma; Carlo il musicista e l'autista Carmelo, che ha reso il viaggio piacevole con la sua professionalità e amicizia.

Un grazie anche ai saveriani di Lama che ci hanno incoraggiato a organizzare il viaggio e a raccontarlo su questa pagina. Non resta altro che dire... arrivederci alla prossima avventura!



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