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Il 3 dicembre, nella casa saveriana di Salerno, il prof. Francesco Zannini, insegnante all'istituto di studi arabi (Pisai) a Roma, ha tenuto un'interessante lezione su "Bibbia e Corano: Dio parla agli uomini". C'è bisogno di momenti di riflessione che illuminano il cammino quotidiano dei rapporti umani, lo arricchiscono di conoscenza e lo sfrondano dai pregiudizi.

Il prof. Zannini ha invitato a considerare Corano e Bibbia dal punto di vista di "chi ha fondato su di essi la propria vita". Entrambi sono libri di fede. È da questo che bisogna partire. Il primo passo verso un riconoscimento reciproco è considerare l'origine dei due testi sacri, che è la stessa: Dio ha una Parola da comunicarci, che scende e rivela un messaggio di salvezza. Il messaggero di questa Parola, nella Bibbia e nel Corano, è lo stesso: l'arcangelo Gabriele. Ma, mentre nel Corano questa Parola viene rivelata attraverso Maometto, nella Bibbia la Parola si incarna in Maria.

Ecco la grande differenza: la modalità con cui Dio sceglie di parlare agli uomini.

Da qui scaturisce anche la differenza del rapporto che intercorre tra Dio e l'uomo, e tra Dio e la storia. La Bibbia ci rivela un Dio che si coinvolge nella storia dell'uomo fino a diventare Lui stesso uomo, in Gesù, Parola di Dio fatta Carne.

Per il Corano, invece, Dio è separato dall'uomo. È la sua guida sicura, ma dal di fuori.

Di fronte a questa differenza, ho provato una stretta al cuore per gli amici musulmani che non possono gioire di quella stupenda realtà che è l'Eucaristia: Dio - a cui non è bastato entrare nella storia - entra dentro di me. Perciò credo sia provvidenziale il movimento di popoli che stiamo vedendo in questi decenni. Nell'incontro tra uomo e uomo, tra cuore e cuore, lo Spirito Santo ci guiderà - come ha promesso Gesù - alla verità tutta intera.

Il dialogo tra credenti è certamente una questione complessa, ma molto dipende dal primato del cuore. Infatti, nella cordialità dell'amicizia tra alcuni di noi del laicato saveriano e i giovani provenienti dal Marocco, abbiamo visto affiorare il dialogo con spontaneità. Tra l'altro, il Corano esorta i suoi fedeli con queste parole: "Troverete tra i credenti più vicini a voi cordialmente coloro che dicono «siamo cristiani»".

Cambia il cuore dell'uomo e cambierà la società: queste parole, nucleo del messaggio coranico, sono anche il nucleo del messaggio biblico. Il punto di partenza - e anche lo strumento - del dialogo non può che essere il cuore dell'uomo, ossia quel luogo "sacro" dove avviene l'incontro tra Dio e l'uomo e - in Lui - l'incontro degli uomini tra loro.

Un cuore che ha incontrato Dio, ne ha sperimentato l'amore e lo ha accolto, non può che desiderare l'incontro con i figli di questo Dio, per costruire con loro quella fraternità desiderata da Chi ci ha creati tutti, per amore. Il dialogo, dunque, parte dal cuore!



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