Quando è stato possibile riprendere gli incontri, mi sono impegnato molto per spiegare la natura della pandemia. La cultura bengalese è portata a vedere la malattia, qualsiasi essa sia, come punizione di Dio. Proprio per questo motivo, ho cercato di spiegare che anche il Covid-19 è frutto di scelte umane sbagliate, della debolezza e della fragilità umana, del non rispetto del creato. A questi incontri hanno partecipato anche musulmani e indù. Molti sono stati organizzati in zone dove non c’era nessuna comunità cristiana. Spesso abbiamo lanciato l’iniziativa di offrire un aiuto ai poveri della zona, organizzando una colletta e, con il denaro raccolto, abbiamo acquistato delle coperte per i poveri. Come credenti dobbiamo sperare in un tempo migliore, che prima o poi arriverà, e pregare il Signore perché i vaccini siano messi a disposizione di tutti dalle società farmaceutiche, rinunciando ai brevetti per il bene dell’umanità.