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Era davvero da tanto tempo anni che non vedevo p. Piergiorgio Moioli. Abbiamo vissuto nelle stesse comunità di Alzano, Tavernerio e Parma dal 1964 al 1978. Lui era avanti di un anno, ma in seguito a cambiamenti di organizzazione scolastica siamo finiti a Tavernerio nella stessa classe e il percorso è proseguito fino al terzo anno di teologia. Poi, con uno dei nostri compagni, p. Virginio Simoncelli, ho vissuto un’esperienza in Africa per un anno, perdendo la mia classe che, nel frattempo, proseguiva gli studi.
P. Piergiorgio è cambiato pochissimo da quei tempi. Certo un po’ più robusto, i lineamenti leggermente appesantiti, ma è davvero sempre lui. Per varie ragioni in questi 9 anni non sono mai riuscito ad incontrarlo qui nella comunità di Alzano. Quest’anno, invece, favorito dalla presenza di due compagni di classe, p. Benigni ed io, è venuto più di una volta. Ha presieduto la messa degli Amici dei missionari Saveriani (GAMS), ottenendo grande ammirazione, soprattutto con l’omelia in cui raccontava il Giappone. In modo semplice e accattivante, ha incantato il gruppo e non solo loro. Così gli ho chiesto di parlarci della sua vita missionaria. La sua testimonianza è arrivata dal Giappone, una volta rientrato (p. Fiorenzo Raffaini, sx)

al cappella IzumisanoSe le parole BellezzaLucePurezza ci portano al cuore di diverse pagine dei Vangeli, ci svelano anche il cuore del Giappone e della sua gente. Non parlo di cultura giapponese, ma di qualcosa che è molto più della cultura. Include la storia e in particolare tutta quella gente comune che vediamo e incontriamo per strada. 

La Bellezza del cuore giapponese consiste nel volgere lo sguardo e l’attenzione alle cose piccole, ai fiori piccoli che sbocciano sul bordo strada. È l’attenzione alle cose comuni, all’altro e ad ogni persona bella per i suoi limiti, i suoi sbagli e le sue incapacità. Allo stesso modo, la luce che il comune giapponese ama e cerca è quella del sole raffigurato nella bandiera. Il sole è rosso come il cuore dell’uomo. La luce è ciò che inonda il cuore e, allo stesso tempo, è la meta irrinunciabile che il giapponese cerca all’inizio dell’anno quando il sole sorge. La purezza significa cercare la perfezione in ogni azione, in ogni attività, in ogni lavoro da compiere, senza alcun rimpianto, senza macchia, con purezza. Non ci ha detto forse Gesù di essere perfetti come lo è il Padre che è nei cieli?

D’altro canto, c’è pure un altro aspetto del cuore giapponese che non viene colto dal visitatore accidentale o dal turista occasionale. Se il Giappone, per chi è in cerca di ‘esperienze esotiche’, è un mito a cui si guarda come ad un ideale invidiabile, per chi ci vive o ci ha vissuto a lungo non sfugge una realtà dura del mondo giapponese: la solitudine, la tristezza e la mancanza di misericordia. Anche questa verità è parte del cuore Giapponese. 
È qui che la nostra presenza, quella cioè del missionario cattolico, acquista significato. Anche il solo esserci, constatando ogni giorno la nostra inefficienza, incapacità e debolezza verso una cultura millenaria con una morale profonda e vissuta che ci sorpassa di gran lunga, trova il suo significato e il suo scopo. 

La nostra missione è far cogliere alle persone che, oltre all’efficienza del lavoro in squadra e ai suoi successi, c’è la bellezza e la gioia di appartenere alla comunità voluta da Gesù. Una comunità di fede, gioia e pace del cuore. Questi sentimenti vincono la solitudine e la tristezza, provengono dal dono di sé, dall’amore per i più piccoli e dalla misericordia. È bello scoprire che noi non siamo soli, perché Gesù ci ha detto che sarà sempre con noi, assieme al dono del perdono, massima espressione dell’amore, che tuttavia è un sentimento alquanto sconosciuto per il Pensiero e il cuore giapponesi. 

In tutti questi anni di intenso lavoro, ho cercato di portare la Buona Notizia ai giapponesi, per dar loro speranza e fiducia, perché il Dio di Gesù ama per primo, dà sempre la possibilità di rialzarsi dopo ogni fallimento. Annunciare questo Dio è il compito del missionario. Non è certo questa mia una riflessione completa sul Giappone e sul nostro lavoro missionario, ma è quella che mi sembra più adatta a spiegare ciò che sento dentro e i motivi per cui ho speso gran parte della mia vita per questa gente.



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