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Il carisma della missione: Partire ogni giorno

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"Vi attendono difficoltà di ogni genere, andrete in mezzo ad un popolo dilaniato da intestine discordie, giungerete colà mentre non vi è sicurezza per alcuno, e specialmente per gli stranieri, per i banditori di una novella religione, ma voi vi renderete a tutto superiori, trionferete di tutto e di tutti.

Ne è garante la parola dell'apostolo, a vostro incoraggiamento: “Questa è la vittoria che vince il mondo, la nostra fede”. Questa fede ha trionfato primieramente su di voi, che per amor di Cristo abbandonate la famiglia, la patria, gli amici, gli agi della vita, quanto avete di più caro".

beato Guido Conforti.


Vi è una partenza che precede la partenza! La partenza verso altri popoli e culture non è che un segno, un sacramento del mistero pasquale, nell'itinerario spirituale del cristiano.

Dom Hélder Câmara così descrive la missione: "Missione è partire, camminare, lasciar tutto, uscire da se stessi, rompere la crosta dell’egoismo che ci imprigiona nella gabbia nel nostro io. Missione è smetterla di girare intorno a noi stessi come se fossimo il centro del mondo e della vita. Non lasciarci immobilizzare dai problemi del nostro piccolo mondo. L’umanità è ben più vasta.

Missione è partire, ma non significa divorare chilometri; è invece aprirsi agli altri come a fratelli e sorelle, incontrarli, scoprirli. Se per incontrarli e amarli è necessario attraversare i mari e volare là nei cieli, allora missione è partire fino agli ultimi confini della terra".

La partenza fino agli estremi confini della terra nasce ed è preceduta dal “trionfo della fede” sul missionario. Un trionfo senza trofei né medaglie né applausi.

Il Conforti non nasconde mai le difficoltà della missione. Ai partenti per la Cina (marzo 1926) prospetta la possibilità di una morte violenta, e ripete le parole di Cristo: "Vi mando come agnelli in mezzo ai lupi ... hanno perseguitato me, perseguiteranno ancor voi ... ma non temete perché io ho vinto il modo. E voi pure, vinti in apparenza, sarete alla fine vincitori".

Niente applausi, ma… sconfitta, che solo la fede tramuta in vittoria. La forza dirompente delle sconfitte, nella logica della fede. Proprio come la croce!

Allora la preparazione alla missione e l’impegno missionario consiste in partenza quotidiana, in logica pasquale da vivere nella monotonia di ogni giorno, nella banalità di ogni gesto. Davvero “missione è questione di fede”; davvero il missionario è "la persona che ha incontrato in Cristo la vera speranza”. Missionario è il cristiano che arde d'amore per tutti; lo stesso amore con cui si sente amato dal suo unico Signore, Gesù Cristo.



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