I poveri, immagine di Dio
Nel tempo della globalizzazione
Nel salone Castagna della biblioteca di Macomer si è svolta la conferenza di padre Zanotelli sul tema della povertà nel mondo della globalizzazione, per educare allo spirito di pace.
Vivere di rifiuti, nelle baraccopoli di periferia
Padre Alex è stato missionario in Kenya, a Korogocho, l'immensa periferia di Nairobi. Lì la maggioranza della gente vive cercando nella discarica i materiali riciclabili; molti vivono del riciclaggio dei rifiuti e degli scarti della città; molte ragazze, dovendo scegliere tra morire di Aids o di fame, sono costrette a prostituirsi per vivere .
Il futuro dell'urbanizzazione prevede che verso il 2050, nel sud del mondo, tre miliardi di persone vivranno nelle baracche delle periferie delle grandi città. A Nairobi, il 52 per cento della popolazione vive già oggi in baracche e 1'80 per cento deve pagare l'affitto per abitarvi. I baraccati vivono al di là della linea delle fognature della città e sono senz'acqua, che devono comprare.
Vi è un forte degrado sanitario, con un 30 per cento di sieropositivi e una violenza sfacciata contro le donne. Nella periferia si incontrano i rifiutati e gli emarginati della società.
La logica del consumismo
P. Alex ci ha ricordato che viviamo un momento difficile per la democrazia politica e per la religione, in quanto si sta preparando un disastro planetario, a causa della potenza imperialista delle armi e del terrorismo fondamentalista. La resistenza della società civile alla politica imperiale è variegata e divisa in vari gruppi, a seconda delle diverse ispirazioni.
Il governo del mondo è in mano alle lobby dei finanzieri, dei fabbricanti di armi, delle mafie, delle organizzazioni malavitose. L'impero mondiale è in mano a gruppi autonomi e anonimi, come le multinazionali che seguono la logica del guadagno e dello sfruttamento, con la conseguente distruzione dell'identità dei popoli e delle culture.
Anche l'informazione mostra, generalmente, una realtà fittizia e serve i privilegi di pochi. Se non si cambia, fra 50 anni il mondo potrà implodere, perché lo sviluppo diventerà insostenibile.
La politica di giustizia
Un mondo nuovo è possibile. Possiamo costruirlo insieme, se mettiamo al centro della politica il bene delle persone, i bisogni dei popoli poveri e il rispetto dei diritti fondamentali dell’uomo.
Dio ha un sogno per un popolo di schiavi, non per i faraoni e i potenti. Con la razione della manna, egli educa il suo popolo nel deserto ad un'economia di eguaglianza che richiede giustizia e mitezza.
Il potere, al contrario, ha un'economia di opulenza e di bramosia. La politica di giustizia, invece, mira a distribuire i beni e i servizi.
Gesù si fa battezzare nel fiume Giordano come i poveri; vive in mezzo ai poveri della Galilea. Egli rivela ai poveri la politica dell'eguaglianza, quando comanda di distribuire a tutti il pane e i pesci moltiplicati. Dio vuole bene ai poveri perché sono uomini, creati a sua immagine. I poveri, i sofferenti, gli ammalati, gli esclusi, gli emarginati rivelano il volto di Dio.








