I pastori “solidali”, Quando la fantasia non manca
Alcuni pastori di Orune (NU) hanno insegnato per un mese a quattro giovani africani dello Zimbawe la tecnica per mungere pecore e mucche e il processo per produrre i formaggi. Tre donne e un uomo africani hanno imparato da tre famiglie sarde e ora potranno applicare e insegnare le tecniche anche ad altri nel loro Paese.
Un’iniziativa importante
Il progetto di solidarietà è stato adottato, con l’appoggio dell’amministrazione comunale, dall’associazione “Pastori per”, che cerca di dare un aiuto reale a un popolo bisognoso.
Si tratta di un nuovo modo di cooperazione internazionale, basato sulla trasmissione delle conoscenze del mondo pastorale a una popolazione che sa allevare il bestiame, ma non sa sfruttarne a pieno i benefici. In futuro, si prevede il viaggio in Zimbawe di pastori, agronomi e veterinari. Le forme di solidarietà tra i popoli sono infinite. Basta non mettere limiti alla fantasia.
Questa iniziativa è davvero lodevole perché è una risposta concreta ai bisogni di sviluppo dello Zimbawe.
Il Paese soffre, infatti, una crisi economica e sociale dovuta all’ingiusta divisione delle terre, conseguenza del colonialismo inglese. Più di quattromila agricoltori bianchi possedevano il 50% delle terre coltivabili; mentre cinque milioni di contadini neri vivono in terreni poveri, situati in zone di bassa piovosità e scarse vie di comunicazione.
Una nazione ricca, governato male
Lo Zimbawe ha ottenuto l’indipendenza politica solo nel 1980, dopo sette anni di guerra. Al governo siede saldamente Robert Mugabe, presidente dal 1987. Mugabe si vanta di aver creato 400mila nuovi proprietari terrieri tra i suoi sostenitori. Ma le terre sono per lo più abbandonate; le poche che sono coltivate, sfamano appena le famiglie dei contadini. L’occupazione delle terre non ha portato a risultati positivi. La produzione agricola è calata e l’industria di trasformazione delle risorse minerarie e agricole è in forte crisi. Ora il tasso di disoccupazione raggiunge l’85% della popolazione.
Nonostante le ricchezze agricole e minerarie del Paese, la popolazione nera, senza terra e senza attrezzi e sementi, soffre la carestia. Un misero aiuto è destinato solo a chi possiede la tessera del partito del dittatore Mugabe. Anche le organizzazioni non governative, le uniche che possono ancora aiutare la popolazione affamata, sono state costrette a ridurre la loro azione.
Speriamo che la buona volontà e la fantasia dei “Pastori per” e di altre organizzazioni simili, possano recare un po’ di beneficio a tante famiglie che hanno il diritto di vivere con il proprio lavoro.








