I nostri stili di vita
Nemmeno un aiuto. In Sudan, dopo oltre tre mesi di conflitto, continuano le violenze e persistono gli enormi bisogni sanitari della popolazione. Medici Senza Frontiere (MSF) sta riscontrando serie difficoltà ad incrementare le proprie attività a causa delle forti restrizioni amministrative e burocratiche. I tentativi di aumentare l’assistenza umanitaria sono stati ostacolati da entrambe le parti in conflitto, nonostante impegni presi pubblicamente. In Siria, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite non ha rinnovato la risoluzione transfrontaliera (UNSCR 2672) che garantisce la fornitura degli aiuti umanitari. Le questioni politiche sono state anteposte alla vita di milioni di siriani che vivono in condizioni di precarietà e che dipendono dagli aiuti internazionali.
Le fiere di armi. Luca Mainoldi dell’Agenzia Fides ha contato almeno 43 fiere di armi in tutto il mondo, da quando è scoppiata la guerra in Ucraina. Dal Sudafrica alla Tunisia, dal Cile al Brasile, dalla Bulgaria alla Repubblica Ceca, dagli Emirati Arabi Uniti al Giappone, i saloni degli armamenti sono in piena attività stimolati dalle tensioni internazionali. Lo scopo è affermarsi come punto di riferimento dei produttori mondiali di armi per la loro area. In Italia, c’è una fiera che ha un obiettivo preciso: vendere armamenti. Si chiama “Seafuture” ed è il salone militare-navale allestito a Spezia. L’evento è promosso dalle aziende del comparto militare, soprattutto da quelle a controllo statale: Fincantieri (Strategic sponsor), MBDA (Diamond sponsor), Leonardo (Silver sponsor). La mutazione di Seafuture da salone civile dedicato a innovazione, ricerca, sviluppo e tecnologie inerenti al mare a fiera militare avviene nel 2014, con l’idea di vendere le navi dismesse dalla Marina Militare ai “Paesi emergenti”, soprattutto dell’Africa e del Medio Oriente. Negli anni, poi, ha assunto il ruolo di esposizione anche dei nuovi sistemi militari, soprattutto per le Marine Militari di mezzo mondo… con buona pace dell’attenzione ai diritti umani (Giorgio Beretta).
Sierra Leone: conferme e criticità. Le elezioni del 24 giugno hanno riconfermato Julius Maada Bio, per il suo secondo ed ultimo mandato, tra le contestazioni dell’opposizione del partito All People’s Congress. Nonostante i passi avanti dal 2002, alla fine dell’ultradecennale conflitto che ha insanguinato il Paese, persistono le criticità irrisolte: inflazione, disoccupazione, salari bloccati, insicurezza. La Sierra Leone è uno dei paesi più poveri del continente, con oltre il 60% degli abitanti che vive al di sotto della soglia di povertà, in condizioni disperate, con un divario economico e sociale enorme tra le diverse etnie. Mentre, numerose delle miniere di diamanti sono nelle mani di compagnie straniere, altre alimentano un mercato illecito definito dei diamanti insanguinati, dove anche i bambini sono da sempre impiegati come schiavi.
21 nuovi cardinali! Papa Francesco ha annunciato un Concistoro per la creazione di 21 nuovi Cardinali che si terrà il 30 settembre, “espressione dell’universalità della Chiesa che continua ad annunciare l'amore misericordioso di Dio a tutti gli uomini della terra”, ha detto Francesco. Cinque di loro sono ordinari di territori affidati al Dicastero per l’Evangelizzazione. Nello specifico si tratta dell’Arcivescovo di Juba (Sud Sudan), Stephen Ameyu Martin Mulla, dell’Arcivescovo di Città del Capo (Sudafrica), Stephen Brislin, dell’Arcivescovo coadiutore di Tabora (Tanzania), Protase Rugambwa, del Vescovo di Penang (Malesia), Sebastian Francis e del Vescovo di Hong Kong, Stephen Chow Sau-Yan, S.J. Per ognuno di loro il percorso finora fatto è segnato da realtà ed emergenze diverse, ma sempre alimentato da una fede profonda. Intanto, anche i missionari della Consolata hanno eletto il loro decimo Superiore Generale: p. James Lengarin, nato in Kenya, è il primo di origine africana a ricoprire l'incarico.
Il comunicato dei missionari. La Cimi (Conferenza Istituti missionari italiani), dopo l’ennesimo naufragio avvenuto al largo di Pylos in Grecia, ha diffuso un comunicato che riprendiamo. “È il rituale che si ripete ad ogni naufragio, ad ogni strage annunciata… perché ogni imbarcazione che parte può essere una strage annunciata e non serve poi proclamare lutto nazionale per lavarsi la coscienza. Le domande che poniamo a chi governa sono sempre le stesse: le persone che erano su quell’imbarcazione o su altre naufragate avevano alternative per scappare dalla violenza? Voi, noi cosa avremmo fatto se fossimo stati al loro posto? La risposta non sta nell’ultimo patto europeo, non si trova nelle coscienze sporche dei politici che lo hanno votato. Forse la risposta sta semplicemente nel rispetto delle leggi e delle convenzioni internazionali che tutti i paesi hanno votato per impedire che la violenza e la cultura della morte tornassero a prevalere. Rispettare le leggi e le convenzioni internazionali per evitare altre stragi annunciate!”.
Le voci della missione
Nuovo vescovo di Makeni e la Chiesa in Mongolia
Il 13 maggio 2023, don Bob John Hassan Koroma è stato consacrato vescovo, il primo di Makeni dal 1962, dopo i tre vescovi saveriani che hanno guidato la diocesi. C’era il nunzio apostolico in Sierra Leone, mons. Walter Erbi, l’arcivescovo di Freetown, mons. Edward Tamba Charles, e mons. Natale Paganelli, Amministratore Apostolico di Makeni (2012-2023). A questo momento di grazia hanno partecipato tutti i vescovi della Sierra Leone e alcuni dall’estero. Il vescovo emerito di Makeni, mons. Giorgio Biguzzi, è venuto per testimoniare e partecipare alla celebrazione poiché uno dei suoi figli è ora il suo successore. P. Franco Manganello, che battezzò il vescovo Bob John a Kamabai, e p. Antonio Guiotto sono venuti dall’Italia per unirsi alla celebrazione. La consacrazione del nuovo Vescovo di Makeni è un evento significativo ed eloquente per la Chiesa locale e per l’intero Paese (p. Erik Tjeunfin, sx).
A fine agosto, il Papa si recherà in Mongolia. Il prefetto apostolico del Paese asiatico, card. Giorgio Marengo, racconta. “Abbiamo dieci luoghi di culto riconosciuti dallo stato, fulcro della vita cristiana, ventidue sacerdoti, di cui due mongoli, 35 suore, alcuni laici missionari, per 11 congregazioni e 24 nazionalità. I catechisti locali sono i protagonisti dell’evangelizzazione, perché riescono a comunicare i contenuti essenziali della fede utilizzando la lingua e le categorie culturali della gente. Viviamo una situazione in cui non è per nulla scontato essere cristiani ed essere accettati come tali. Si cercano le strade che funzionano e si aiutano le persone a viverla con coraggio e serenità, visto che per un mongolo diventare cristiano è una scelta impopolare che può esporre alla derisione sociale. La Chiesa cattolica è in ottimi rapporti con le altre religioni presenti nel Paese”.
L’iniziativa
La cura del creato
Si celebra il 1° settembre la Giornata mondiale di preghiera per la cura del Creato con il tema “Che scorrano la giustizia e la pace”. Papa Francesco nel suo messaggio spiega. “Quest’immagine ci dice quello che Dio desidera, ovvero che regni sempre la giustizia e che ciascuno cerchi di essere giusto in ogni situazione. Ci sono tre vie per trasformare gli stili di vita. Occorre un’azione urgente per evitare che si verifichino conseguenze peggiori per il clima. Poi, occorre trasformare i propri stili di vita pentendoci dei nostri peccati ecologici: sprecare di meno e riciclare i rifiuti, abbandonare i consumi inutili e scegliere una gioiosa sobrietà… Le abitudini e le scelte economiche permetteranno a tutti di stare meglio. Infine, la terza via è quella del cambiamento delle politiche pubbliche che governano le nostre società e modellano la vita di oggi e di domani. Questo processo deve partire dalle nazioni più ricche, che hanno accumulato un debito ecologico, iniziando dal porre fine all’era dei combustibili fossili.
Una storia speciale
Mons. Bettazzi, uomo di pace
Il 16 luglio è salito al cielo mons. Luigi Bettazzi. Aveva 99 anni ed era l’ultimo padre conciliare ancora in vita. Scrive Anna Scalori: “Vescovo emerito di Ivrea, presidente di Pax Christi Italia e di Pax Christi International, instancabile costruttore di pace, padre e testimone del Concilio, amante della nonviolenza, era ironico e desideroso di ridere: i suoi occhi azzurri profondi e attenti si illuminavano quando diceva messa, faceva conferenze o raccontava barzellette. Testimone di eventi importanti, ma sempre calato nel presente e con lo sguardo al futuro, vivo fino all’ultimo respiro. Fu precursore di una idea di Chiesa i cui pastori fossero a servizio dei poveri. Non faceva proclami, era il suo corpo ad essere presente accanto agli operai in sciopero, durante la marcia dei 500 a Sarajevo voluta da don Tonino Bello (e vicino a lui durante la sua malattia), nei tanti luoghi martoriati della terra (Salvador e Guatemala), o nelle marce per la pace. Ci mancherai don Luigi, ci mancherà la tua presenza, la tua capacità di analisi e di prendere posizione, la tua passione autentica e tenace per la Pace…”.







