I nostri presepi da… esportazione
(di: Caterina e Pietro Dal Santo)
Domenica 5 gennaio, con il concerto del coro “Città di Vicenza”, diretto dal maestro Giuliano Fracasso, si è conclusa la XIII edizione della mostra dei presepi missionari. Sono stati eseguiti canti natalizi da tutto il mondo e, tra un brano e l’altro, alcuni giovani hanno narrato la loro esperienza estiva in missione.
Iniziative nuove e originali
La novità di quest'anno è stata l’esposizione dei nostri presepi in diversi luoghi: all'Arena di Verona, a Brescia, a Salò, a Caldogno e a Sandrigo. In ogni città sono stati collocati circa una ventina di presepi per far vivere ai visitatori un Natale missionario, un’occasione per allargare la conoscenza dello spirito saveriano.
A Salò, diversi negozi del paese hanno esposto presepi costruiti da noi, per invogliare le persone a fare regali natalizi utili. Un’iniziativa originale è stata quella di costruire dei presepi all'interno di calici di vetro, che sono stati venduti in alcuni bar della città.
Insomma, quest'anno non sono mancate iniziative per vivere il Natale pensando anche ai più sfortunati. Le tante persone che anche quest’anno hanno ammirato le opere esposte dai saveriani di Vicenza, hanno portato a casa la speranza e la tenerezza che sempre la Natività suscita in tutti noi.
I commenti dei visitatori
Ecco alcuni commenti lasciati dai visitatori: “Come sempre, è bellissima. Entrando, sembra proprio di immergersi nei vari paesi del mondo; Gesù Bambino, la Madonna e san Giuseppe africani, peruviani, messicani, giapponesi, thailandesi…”.
Altri hanno detto: “Bello, perché viene sottolineato il valore di un evento come la nascita di Gesù, in un momento della storia in cui i segni cristiani sono sempre più deboli”. “Con questi presepi non si può dire che Gesù non esista; qualcuno dovrebbe farci un pensierino”.
Ancora: “I presepi testimoniano quanto sia grande e vero l’amore di Dio”. “Congratulazioni per il vostro lavoro e perché vi prodigate per il bene del mondo, per i poveri e per quanti hanno bisogno di noi”.
I “perché” dei bambini
I bambini, giunti in gruppo e accompagnati dalle loro catechiste, sono rimasti stupiti. Con il loro candore, hanno esclamato:
“…Manca il bue e l’asinello!”. ”La Madonna è strana e san Giuseppe ha il sombrero!”…
Le guide hanno risposto felici a tutte queste richieste, perché lo scopo da raggiungere era proprio far conoscere il presepe missionario, comunicando ai visitatori il carisma saveriano: “Usare materiali semplici per realizzare opere d’arte, mostrando alla gente il volto della missione”.
Come sempre, tutto questo è stato possibile grazie all'aiuto prezioso di tanti laici e di alpini, che hanno dato un sostegno materiale e morale per tutto l'anno.







