I nostri missionari martiri
Nel cinquantenario del martirio di Dom Helder Camera, è iniziata l’inchiesta tra i missionari del Congo Belga, Zaire e Congo Democratico sul martirio e le virtù di p. Carrara, p. Didonè, Fr. Faccin, e l’abbè Anastasio. Si potrà avviare la causa di beatificazione dei nostri martiri del Congo da sottoporre alla Congregazione della causa dei Santi.
Sarebbe profetico unire tutti i martiri missionari della diocesi di Uvira e Bukavu, dalla fondazione delle diocesi locali fino al martirio del vescovo mons. Munzuhirhwa. Padre De Zen commentò la tragedia dell’uccisione dei missionari saveriani:
"La nostra certezza è che Uvira non è morta; ma che è stata soltanto purificata d'una grande passione che l'ha disposta ai nuovi itinerari divini".

I martiri moderni africani, riconosciuti dalla chiesa, vissero nel periodo coloniale come catechisti e suore, e morirono per la fede in Gesù Cristo e i suoi valori.
Basta pensare a suor Bakita la più conosciuta, ai catechisti Lwanga e compagni beatificati da Paolo VI nel 1964 e visitati da papa Francesco nel 2015.
Nyerere, che è già stato riconosciuto venerabile, disse:
“Vorrei accendere una candela e metterla in cima al monte Kilimanjaro, affinché illumini al di là delle nostre frontiere, dando speranza a quanti sono disperati, portando amore dove c’è odio e dignità dove prima c’era solo umiliazione”.







