I nostri cari con i loro cari
Come missionari, ci siamo chiesti perché si sia arrivati a tanta efferatezza e crudeltà. Il motivo di base è la logica della guerra e dell'odio. I nostri tre martiri sono nel numero, anzi nella moltitudine delle vittime innocenti, che si calcolano a oltre 350mila. Come missionari, facciamo parte di questo paese, di questa storia, di questo dramma spaventoso. Anche questi tre fratelli nostri, che sono fratelli loro per consacrazione, hanno pagato di persona con loro. Anche noi abbiamo perso i nostri cari con loro. Con questo immenso stuolo di vittime, i martiri chiedono e gridano: “pace, riconciliazione!”.
Cari martiri del Burundi,
da dieci anni siete sotto quell’arco che sovrasta le vostre tre tombe. La grande scritta sull’arco bianco annuncia a tutti la parola di Gesù: “Beati i costruttori di pace”. Pezzi di pietre disposti a mosaico coprono le vostre tombe. Sopra quelle pietre, per ciascuno di voi, poggia un libro in marmo bianco, con la vostra foto e le date della vostra nascita sulla terra e della vostra nascita al cielo: quella del martirio. Un libro aperto, nel quale cerchiamo di leggere il messaggio che ci avete lasciato in eredità.
Aiutateci a leggere la situazione del Burundi, ancora senza pace e in cerca di democrazia. Aiutateci a sperare e a credere fermamente che la vostra morte, assieme a quella di tanti altri innocenti - oltre 350mila dal 1993 a oggi -, non può essere vana. Fate che continuiamo con serenità a condividere questo cammino di croce con loro, certi che non mancherà la risurrezione con i suoi frutti di pace e di luce.








