I motivi della mia letizia, Il dono di una nuova missione in Asia
L'invito di Paolo, "siate sempre lieti nel Signore" (Fil 4,4), è la migliore sintesi che io possa fare prima del XVI capitolo generale, che segna anche la conclusione di questi anni di servizio alla nostra famiglia missionaria come vicario generale. Vorrei elencare i motivi principali della mia "letizia".
L'ottimismo missionario di san Guido
La canonizzazione del nostro fondatore ha riversato sulla nostra famiglia missionaria la grazia della consapevolezza che il saveriano può essere davvero un buon missionario solo identificandosi quotidianamente con il Signore.
La congregazione ha vissuto in modo splendido questo evento e l'ha trasformato in programma di vita. La visita alle nostre missioni e l'incontro con i confratelli, mi hanno fatto percepire il loro cammino di fede. Il loro esempio di fedeltà al Signore e alla vocazione ricevuta è commovente.
Anche nella nostra congregazione non mancano difficoltà, momenti di stanchezza e di dubbio. Eppure mi ha sempre colpito l'ottimismo che guida il nostro lavoro. Ritengo questo un dono di Dio, una grazia che ci è donata tramite l'intercessione di san Guido Conforti, il quale mai si stancò di ripartire, di riprendere forza, di guardare avanti, anche quando tutto avrebbe spinto a rinunciare o a scoraggiarsi.
L'ottimismo ha il suo fondamento nella fede e nella gioia della consacrazione alla vita missionaria. Mi diceva un giovane confratello: "Per prima cosa parliamo di Cristo. Qui c'è un gran bisogno di Cristo!". La serenità, la costanza nel lavoro, la ricerca di nuove vie per annunciare Gesù a chi non lo conosce, non mancano ai saveriani: tutto ciò mi ha provocato una gioia difficile da esprimere a parole.
Una nuova missione e l'impegno dei laici
In occasione della sua canonizzazione, la nostra famiglia missionaria ha pensato di fare al fondatore un dono: l'apertura della nuova missione in Thailandia. Ho visto in questo evento il frutto della fiducia in Dio e della passione per la missione.
I quattro pionieri della piccola comunità saveriana che hanno raggiunto la missione, mi sono di esempio per la disponibilità, intraprendenza e sobrietà. Ringrazio la congregazione per questa nuova apertura, che testimonia il suo profondo animo missionario.
La collaborazione con i laici, specialmente con il laicato saveriano, apre a tante realizzazioni veramente evangeliche. Ho visto crescere la sensibilità per le situazioni di bisogno spirituale e materiale, che ovunque troviamo accanto a noi. Un grazie sincero a tutti i laici che, in varie parti del mondo e in modi diversi, condividono il carisma missionario di mons. Conforti.
Il dialogo per l'evangelizzazione
Essere missionari richiede apertura di mente e capacità di incontro con coloro che ci accolgono nelle loro nazioni e culture. Ho avuto esperienza diretta di tanto impegno su questo importante aspetto della vita missionaria. Ringrazio i confratelli che si sono immersi nel campo del dialogo interculturale e interreligioso, mettendosi a disposizione delle chiese locali, delle nostre comunità formative e dell'intera congregazione.
È necessario che tutti noi saveriani favoriamo con ogni mezzo, anche specializzato, il dialogo tra le religioni, le culture, i sentimenti dei popoli. Ogni sforzo fatto in questo senso è un dono fatto alla conoscenza del vangelo ed è un sostegno reciproco nell'attività di evangelizzazione.








