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I figli parlano di Dio ai genitori

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L'anno scolastico in Giappone finisce a marzo. Ai primi di gennaio, d'accordo con gli insegnanti responsabili delle classi, stabiliamo la data e le modalità per un incontro con i genitori. Quindi, inviamo le lettere d'invito alle famiglie delle alunne di prima media.

L'incontro è composto di tre momenti. Nel primo, gli insegnanti danno un breve resoconto dell'anno scolastico. Nel secondo, io presento il programma dei tre anni d'insegnamento della religione. In ultimo, le allieve mostrano ai genitori i lavori fatti in classe durante l'anno. Questi elaborati sono raccolti in due cartelle: in una ci sono i fogli su cui hanno scritto i loro pensieri; nell'altra ci sono fotografie e disegni che illustrano i temi studiati nell'ora di religione.

Conoscere e far conoscere Dio

Lo scopo di questo incontro è duplice: far conoscere ai genitori ciò che le loro figlie hanno studiato, e favorire un dialogo religioso tra genitori e figli. In questo modo, i genitori acquistano interesse e conoscenza della religione, e le figlie prendono coscienza di quanto sia importante lo studio della religione.

In Giappone, purtroppo, la religione non occupa il primo posto nella considerazione della gente. Nelle scuole pubbliche poi, il suo insegnamento è proibito. Nelle scuole private cattoliche e protestanti, invece, è in programma un'ora settimanale di insegnamento religioso. Ma non essendoci i testi ufficiali, ogni insegnante si arrangia come può. Nel mio caso, grazie a 17 anni di esperienza, ho potuto organizzare un programma triennale d'insegnamento e costruire i materiali didattici necessari allo svolgimento delle 90 lezioni del programma.

Il tema di studio del primo anno è "Dio, Creatore e Padre". Un Dio invisibile, ma molto vicino a ciascuno di noi; un Dio con cui possiamo parlare cuore a cuore, sicuri di essere ascoltati, capiti e amati. Questo insegnamento si svolge in modo attivo, originale e piacevole. Le allieve, molte delle quali non hanno mai sentito parlare di Dio, scoprono di volta in volta un mondo nuovo, meraviglioso e attraente. E i genitori, a loro volta, imparano dalle figlie a conoscere Dio.

Le impressioni delle mamme

La partecipazione all'incontro dell'anno scorso è stata buona. A chi non è potuto venire per ragioni di lavoro, ho spedito a casa il materiale dell'incontro. I partecipanti, prima di lasciare l'aula, hanno scritto le loro impressioni, tutte molto positive.

La mamma di Chihiro ha scritto: "Grazie a questo incontro, mi sono resa conto di quanto sia piacevole e formativa l'ora di religione. Mia figlia impara a riflettere su se stessa, su chi la circonda e su chi la protegge e la fa crescere". La mamma di Mayuko ha aggiunto: "Ho trovato molto interessante il contenuto e il modo di svolgere le lezioni. Pensavo che nell'ora di religione si studiasse solo la bibbia. Invece, constato con piacere che si va alla ricerca di Dio, partendo dalla vita quotidiana. Questa è stata per me una gradita sorpresa. Inoltre, leggendo quanto ha scritto mia figlia sulle due cartelle, ho trovato delle espressioni di fede in Dio e di riconoscenza nei riguardi dei genitori, che non ho mai sentito nelle conversazioni che facciamo di solito in casa".

Ho un piccolo sogno...

Questo incontro di religione tra genitori e figli avviene una sola volta durante i tre anni della medie. In seconda le allieve diventano più "difficili", e non amano che la mamma s'intrufoli nella loro vita privata. Solo alla fine della scuola media, quando viene consegnato alle allieve il fascicolo rilegato delle dispense e l'album delle foto dei tre anni di studio, i genitori si rendonno conto della ricchezza e profondità dell'educazione religiosa ricevuta dalle figlie.

Per me è importante che, non solo le adolescenti, ma anche le loro famiglie, vengano istruite nella fede. Se avessi più tempo, vorrei tenere dei corsi di istruzione religiosa anche per le famiglie che lo desiderano.

Per il momento non mi è possibile, ma spero di poter realizzare un giorno questo piccolo sogno.



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