I cieli lapponi…
Metti una sera in cui ti propongono un viaggio in Lapponia. Aerei con orari proibitivi, ma un tour di 6 giorni ben organizzato per assaggiare il Circolo polare artico con un bagaglio leggero, ma non troppo, per raggiungere Rovaniemi. La guida italiana ci racconta subito del popolo finlandese. Le persone hanno poche variazioni di tono da apparire monocordi, non esistono espressioni di rabbia estrema e neppure slanci di affetto. La genetica li ha provvisti di narici del naso piccole, per non far arrivare troppo freddo a bronchi e polmoni.
L’inverno lassù è lungo; a novembre le prime nevicate e poi tutto resta bianco fino a maggio con temperature che tornano sopra zero, solo quando da noi iniziamo a indossare le maniche corte. Certo, il cambiamento climatico non risparmia nessuno e anche nel nord estremo ci sono tracce evidenti, con giornate da normale -30° e altre con il segno + a fare capolino. E nel territorio dove il re è Babbo Natale con operazioni di marketing per attirare grandi e piccini, boschi enormi con abeti carichi di neve, laghi ghiacciati, alci e renne ti riportano proprio dentro a una favola, tante volte vista e letta, ma mai realmente percepita. La sera tutti con il naso all’insù per sperare di ammirare la famosa aurora boreale. Il cielo finlandese, distante dal centro abitato, è davvero un tappeto di stelle. Avere la fortuna di scorgere scie dal verde al rosso navigare tra il firmamento è stato davvero un privilegio, una coincidenza fortunata.
Metti poi altre due belle famiglie con cui condividere spostamenti, pranzi, impressioni e il viaggio diventa comunità, tra commenti, opinioni, sorprese e delusioni, con il costante tentativo di ‘regalare’ ai propri figli divertimento e una spolverata di geografia. La taiga solcata a nord e sud di Ruka, 200 chilometri a est di Rovaniemi, dista poco dal confine con la Russia. Ma qui il tempo sembra cristallizzato come il ghiaccio. Non soffiano i venti di guerra che alla vigilia del nostro rientro sconvolgono, ancora, il Medio Oriente. Negli occhi ci restano le distese di neve ad ammantare ogni cosa (merce sempre più rara alle nostre latitudini), la quiete del cottage con camino e sauna dov’eravamo ospitati, il magico cielo finlandese, il freddo pungente, i tutoni antigelo che ci hanno fornito, gli animali unici dello zoo di Ranua, l’adrenalina delle slitte trainate dai cani husky, la discreta ospitalità finnica, le indicazioni delle guide Dario in salsa genovese e dell’empatico Stefano, l’uomo delle Dolomiti. E quel tornare tutti bambini, guardando l’immortale Santa Claus dall’affascinante barba bianca e il tenero sorriso, non ha prezzo. Moi Lapponia!







