I catecumeni da papa Francesco
Sabato 23 novembre ho partecipato alla processione speciale nella basilica di San Pietro, a conclusione dell’anno della fede. Ho avuto la bella sorpresa di trovarmi a un metro da papa Francesco, che concludeva la processione. Volevo stringergli la mano, ma mi sono trattenuto: ammiravo la pace che emanava dal suo volto.
La carica dei cinquecento
Papa Francesco ha desiderato incontrare un gruppo di catecumeni (chi desidera il battesimo) e neofiti (chi ha appena ricevuto il battesimo). Anch'io da Milano ho accompagnato a Roma quattro catecumeni e quattro neofiti giapponesi con i loro famigliari e amici.
Dalle 13.30 eravamo in piazza San Pietro, dove migliaia di pellegrini erano già in attesa di entrare nella basilica. Ai catecumeni e neofiti con le loro guide era riservata un'area speciale.
Una pioggia gelida ha cominciato a sferzare i nostri volti, senza intermittenza. Eppure quella marea di pellegrini rimaneva immobile e chi aveva l'ombrello lo condivideva con chi non l’aveva.
Quando le guardie hanno dato l'avvio, la basilica si è riempita di pellegrini.
I catecumeni erano circa cinquecento e solo alcuni, in rappresentanza di tutti, hanno ricevuto dal papa il rito di ammissione al catecumenato.
Fra questi Yuko e Yoko, due dei quattro catecumeni giapponesi da me accompagnati.
“Siete stati cercati da Dio”
Yuko era lì con il suo pancione, in attesa del primo figlio; Yoko invece si è presentata davanti al papa con la sua bambina di un anno in braccio e la prima figlia per mano. Yoko, trentaduenne, è madre di quattro stupende bambine. È figlia di un bonzo della scuola buddhista della “Terra pura”. Ora vuole integrare nella sua vita l'eredità buddhista con il vangelo.
“Papa Francesco, io sono buddhista e credo in Cristo”, ha detto mamma Yoko. Ho visto il papa sorridere, tracciare il segno della croce sulla sua fronte, come prima aveva fatto su quella di Yuko, e posare le mani sul capo delle bambine. Quindi ha congiunto le mani e ha fatto un profondo inchino.
Papa Francesco si è rivolto a tutti i presenti dicendo:
“Non dimenticate che prima di essere voi a cercare, siete stati cercati. Anche quando avete cessato di cercare, voi eravate cercati. Per questo siete qui. Abbiate fiducia”.
Infine i catecumeni, uno a uno, sono saliti davanti all'altare maggiore e hanno ricevuto il vangelo dalle mani del papa. Le nostre catecumene in kimono erano molto commosse e ammirate.
La chiesa senza corazza
Leggendo l'esortazione di papa Francesco “Evangelii gaudium” si ha l'impressione che stia per nascere una nuova chiesa cattolica. È una chiesa senza corazza, che forse deluderà tanti; eppure questa nuova chiesa, che papa Francesco profetizza, è preziosa perché celebra la libertà e promuove la comunione.
La vita è vera e bella senza corazza: e per testimoniare questo occorre una chiesa non corazzata; una chiesa umile, che obbedisce con fede al vangelo di Cristo. Ed è gioiosa!








