“Ho una gran voglia di...”
Da Parma alla Brianza e Ancona
Inizio questa mia presentazione con il saluto che Gesù rivolgeva ai suoi amici: “pace a voi!”. Sono nato e cresciuto a Parma. La mia famiglia è composta da mamma Bruna, sorella Angela e due fratelli gemelli Olef e Arald. Dio ha già chiamato a sé il caro papà Franco.
A settembre ho iniziato il noviziato saveriano. Quest’anno i novizi sono sei, quattro italiani e due spagnoli: Jesús Manuel, Simone, Carlo, Francisco Javier, Andrea, Davide. Sono entrato tra i saveriani a 28 anni e ora ne ho 31.
In Brianza, con i bisognosi
Ho vissuto tre anni meravigliosi nella comunità di Desio, in Brianza, dove ho avuto conferma della bontà della mia scelta: nella vita di preghiera e nello studio, nelle relazioni con i confratelli, le suore e i volontari che ci hanno aiutato in tutto, nell’incontro con i saveriani di ritorno dalla missione, nell’attività pastorale in parrocchia e nel dialogo interreligioso con i fratelli musulmani.
Il periodo di Desio è stato un tempo di grazia, in particolare per i vari servizi che ho potuto fare ai poveri nelle diverse situazioni, con le suore di Madre Teresa e per i casi di grave emarginazione sociale. E poi anche nei centri d’accoglienza di fratel Ettore, sotto la stazione centrale con i dimenticati da tutti, nel quartiere Affori con le donne immigrate clandestine, a Seveso con i poveri non autosufficienti.
La ricca Brianza dimentica facilmente i bisognosi. Nella nostra casa saveriana di Desio mi è capitato di aprire la porta a tanti che cercavano un aiuto: una coperta, fare una doccia, avere un tetto sotto cui svernare... Tutti questi incontri mi hanno costretto a interrogarmi sul mio stile di vita, anche se poi - devo ammetterlo - non ho avuto il coraggio di cambiare molto.
Tutti conoscano il vangelo
Ora sono ad Ancona perché desidero diventare missionario per un preciso motivo. Non mi riferisco solo ai problemi di sanità, di ambiente, di giustizia e di sviluppo di tanta povera gente nel mondo. Mi riferisco soprattutto ai tanti che ancora non conoscono Gesù Cristo. Sono innamorato di Dio e ho voglia che sia conosciuto.
È l’essere innamorato di Dio che mi spinge a voler diventare missionario. È la gioia per la perla preziosa - direbbe san Francesco Saverio - che mi dà la voglia di farla conoscere anche agli altri. È la gioia del vangelo che mi spinge, con tutti i miei limiti, a seguire il maestro in questi due anni come novizio ad Ancona, e poi, se Dio Padre lo vorrà, come missionario per annunciare il vangelo alle genti.








