“Ho rinviato il rientro in Sardegna”
Carissimi amici,
vista la situazione sanitaria, quest’anno ho rinunciato al viaggio e alle vacanze in Sardegna. La comunità saveriana di Bongor si trova dall'altra parte del fiume in territorio ciadiano. Da marzo, quindi, non ci siamo più visti perché le rispettive frontiere sono chiuse e ancora non si sa quando riapriranno.
Io faccio comunità con i fratelli del PIME e i loro volontari, con i quali preghiamo, celebriamo l’Eucaristia ogni mattina e la domenica pranziamo insieme. La mia attività principale si svolge al Centro culturale e museo della valle del Logone (che è il nostro fiume-frontiera tra Camerun e Ciad). È un lavoro di dialogo con le culture locali e con gli studenti, in quanto il Centro, oltre al museo etnografico (ancora non finito), ospita una biblioteca scolastica con i testi di tutte le scuole, dalle elementari alle superiori. Qui nessuno o quasi può permettersi di comprarsi i libri di testo, che hanno prezzi esorbitanti rispetto a quelli che sono i redditi della gente comune.
Abbiamo anche una sala informatica per coloro che vogliono connettersi con il mondo esterno e sempre più si vedono studenti liceali che vengono a fare ricerche tramite internet. Un’altra biblioteca è specializzata nelle popolazioni locali ed è aperta agli studenti universitari e ai ricercatori. Ogni anno, seguiamo un gruppo di studenti universitari che preparano le loro tesi. Altre attività riguardano i bambini con i sabati culturali, dedicati alle culture locali. Spesso, i bambini di città sono quasi tagliati fuori dalle rispettive culture di origine e questo non è un bene.
Naturalmente, la domenica aiuto le parrocchie della città e celebro l’Eucaristia in una cappella in periferia, dove tutti sono di etnia masa e quindi non c'è bisogno di traduttore, con grande gioia della gente.
Con questo coronavirus, anche se qui non abbiamo avuto casi, tutte le attività sono state bloccate (a dire il vero solo le scuole e noi; chiese, moschee e mercati sono rimasti sempre aperti). Aspettiamo di vedere cosa accadrà in ottobre con la riapertura delle scuole e se potremo anche noi riprendere alcune attività.
Mi è dispiaciuto davvero non tornare in Sardegna, ma la paura di restare bloccato in Italia tutto l'inverno, in caso di nuova chiusura delle frontiere, mi ha fatto prendere questa decisione. Speriamo il prossimo anno che non ci siano più di questi problemi. Un abbraccio! tonino.melis@saveriani.it







