Gli amici ci scrivono e sostengono
Pubblichiamo volentieri la lettera che un amico consolidato ha voluto scrivere al superiore dei saveriani in Italia, e la breve risposta di p. Sandro. E anche la lettera del giovane p. Andrea, saveriano viadanese missionario in Mozambico.
Rev.do superiore, da lunga data sono amico dei saveriani, e in particolare di p. Sandro. Da sempre sono attento all'azione missionaria dei saveriani, che in Cremona hanno costruito una lunga storia e continuano a testimoniare la dimensione precisa della loro fede, estesa al mondo intero.
Ho saputo della sua intenzione di "chiudere" la casa di Cremona, per necessità particolari. Insieme ad altri amici, la prego gentilmente di non approdare a questa decisione, considerando l'immenso bene che i suoi missionari operano nella nostra città, pur essendo in pochi, con la parola, l'azione e la testimonianza continua. Sarebbe bene che la "comunità" aumentasse di numero, per esserci vicini ancora di più in questi tempi di forti precarietà umane e spirituali.
Queste "mura" sono ricche di storia e di civiltà dell'umano, lì rimangono segni di una vitalità spirituale difficile da dimenticare e capaci di rinnovare in noi i valori di una dedizione che ci ha sempre commossi. Da qui la mia umile preghiera di "lasciare" che i suoi missionari abbiano a continuare da noi la loro ricca testimonianza apostolica. Con distinti saluti,
- Angelo Rescaglio - S. Daniele Po.
Carissimo Angelo, ci conosciamo da oltre mezzo secolo! Ti ringrazio con tutto il cuore per la tua bella lettera così ricca di giudizi benevoli e lusinghieri nei riguardi dei saveriani. Ti confido che la chiusura della nostra casa di Cremona ci causa un grande rammarico, ma non potrà far dimenticare la nostra amicizia. Forse ci vedremo più raramente, ma Brescia (dove risiedo da settembre) non è molto lontana! E i nostri cuori resteranno ancora uniti, come prima, anzi più di prima!
- p. Sandro Parmiggiani, sx - Brescia.
Domenica 30 giugno, primo anniversario della mia ordinazione, ho celebrato la Messa in una comunità di villaggio, sotto grandi alberi. Ogni giorno ringrazio Dio per il dono della fede, per il dono di essere prete e saveriano, per il dono di trovarmi in Mozambico, nella diocesi di Beira, con altri nove saveriani. Sono i primi passi, i sentieri non sono autostrade, ma si fanno assieme camminando con la gente.
Capisco la sofferenza di chi vede la chiusura della casa di Cremona come la fine di un cammino. Al tempo stesso, essere in Mozambico mi induce a vedere questa scelta come un cammino che si apre al mondo, dove noi saveriani lavoriamo per il regno di Dio. È la semente del vangelo che fa miracoli: lanciata in un luogo, cresce in una molteplicità di altri luoghi.
- p. Andrea Facchetti, sx - Mozambico.








