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Vi confesso che, quando in Brasile mi hanno affidato l'animazione missionaria dei giovani, ne ho gioito profondamente pensando all'aiuto che "veniva dal cielo"!

I giovani, gli adolescenti e i bambini di Belém, soprattutto quelli dell'infanzia missionaria, mi hanno dato tanto: il canto, la gioia di vivere anche nelle difficoltà, la fede in Dio che ci ama e che è sempre vicino, una certa facilità a tessere relazioni con gli altri, anche se diversi da me e, soprattutto, vedere che "l'ardore missionario" aveva preso il cuore, anche di coloro che non frequentavano tanto la Messa, ma erano i primi a sacrificarsi per gli altri, ad amare gratuitamente.

Lo faccio per Gesù

Dopo una decina d'anni, quando sono tornata in Italia, alcuni adolescenti mi hanno raggiunta  all'aeroporto, facendomi una sorpresa, come i brasiliani sanno fare. Salutandomi, mi hanno dato una croce e mi hanno detto: "Ricordati di essere missionaria anche in Italia". Ero troppo commossa per capire la portata di quelle parole, ma ora che da sei anni sono a Milano, e ogni tanto vengo ad Ancona per il "Tabor", mi pare di comprendere il messaggio che quei giovani hanno voluto dirmi.

I nostri giovani sono generosi. Alcuni sono anche decisi a "voler bene" e vivono nel loro cuore i valori dell'amicizia e dell'aiuto agli altri, si sacrificano con generosità e fanno anche volontariato. Ma se chiedi loro, "perché lo fai?", o meglio ancora, "per chi lo fai?", allora non sanno cosa dire. Al massimo rispondono, "lo faccio per amore degli altri". Solo qualcuno riesce dire: "lo faccio perché vedo Gesù negli altri; lo faccio per Gesù!".

Scoprire Dio che abita in noi

Ecco allora il tentativo da parte nostra - animatrici e animatori adulti - di aiutare a scavare per far saltar fuori non solo una risposta generica - "lo faccio per Gesù" -, ma per andare più in profondità e scoprire "Dio che abita in noi" e ci spinge a desiderare qualcosa di più grande. Infatti, la nostra vita si realizza quando doniamo noi stessi a Dio e ai fratelli!

Al Tabor si viene per questo. Per i giovani già in cammino, il Tabor è un'occasione di stare con Dio, ascoltare la sua voce e, discendendo dal monte, riprendere il cammino quotidiano con il desiderio di donare la propria vita.

Se poi Gesù prende il cuore di qualcuno che si innamora, ecco allora il miracolo più grande: "essere missionari"!



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