Gioia, responsabilità e continuità
Cari amici e benefattori cremonesi,
quest'anno in Brasile l'attività formativa dei saveriani è iniziata con sette studenti nella comunità di Curitiba (uno di loro termina le superiori e gli altri sei distribuiti tra l’anno propedeutico e i tre anni di filosofia; qui nella fotografia con p. Thiago, rettore), e tre novizi nella comunità di Hortolandia.
Preghiera, fede e slancio
Formare futuri missionari costituisce per noi, allo stesso tempo, una grande gioia, una responsabilità e una continuità. È una gioia perché tutti noi che amiamo la vita missionaria vorremmo che molti giovani seguissero l'esempio di san Guido Conforti e di san Francesco Saverio per annunciare il vangelo della vita a tutti i popoli del mondo. Quando lo fanno, accettando la chiamata ed entrando nel seminario di Curitiba, nella nostra famiglia saveriana, nasce un seme di allegria e speranza.
È una grande responsabilità, perché il cammino è lungo, a volte difficile, non sempre tranquillo.
Per arrivare alla vita consacrata, missionaria e presbiterale è necessario dedicarsi a preghiera, fede e slancio missionario.
Docilità e coraggio…
Spesso, noi formatori e animatori, con l’esempio e la testimonianza, possiamo incoraggiare e aiutare il cammino vocazionale e il discernimento dei giovani. Ci vuole continuità, perché fin dall'inizio (era l'anno 1953), quando i primi saveriani arrivarono in Brasile, scelsero di proporre ai giovani brasiliani la bellezza e la grandezza della vocazione missionaria, vivendo in comunità.
In questi ultimi anni alcuni studenti, accettando la chiamata del Signore, hanno studiato teologia in Italia, a Parma, e adesso sono presbiteri saveriani. Attualmente due brasiliani stanno studiando teologia a Parma.
Chiediamo al Signore, Dio della vita, che continui a chiamare giovani alla vita missionaria e che questi, per la forza dello Spirito Santo,
possano crescere nella docilità e nel coraggio di rispondere “sì” alla chiamata e alla vocazione.







