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Giochi d'America: Brasile: non solo futbol…

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Il Brasile è noto come terra di calciatori talentuosi tra i migliori al mondo, ma esistono diversi giochi interessanti e divertenti, che suscitano identico entusiasmo.

Biglia... a punto

Si può giocare da soli o in compagnia. Si mette una peteca (biglia) vicino alla parete o per terra, a una certa distanza, e ciascuno deve toccare la peteca madre lanciando un'altra biglia. È difficile riuscirci perché si lancia da almeno tre metri. Chi riesce per primo a toccare la peteca madre, si prende tutte le biglie che sono in terra. Il gioco continua fino all'esaurimento delle biglie che i giocatori hanno in mano da lanciare.

La guerra degli aquiloni

Ci giocano nei mesi di ferie (luglio e gennaio) ragazzi, giovani e anche adulti. Ciascuno ha una pipa (aquilone) con un filo lungo centinaia di metri. Con il vento, la pipa vola molto in alto. Il filo è bagnato in colla e vetro triturato per diventare tagliente. È un filo pericoloso, specialmente per chi va in bici o in moto.

In questi mesi i nostri cieli sono pieni di aquiloni, anche a decine nella stessa area. Quando più aquiloni si incontrano nel cielo, comincia un duello per tagliare il filo dell'altro aquilone, ciascuno guidato da un ragazzo a terra. Molto dipende dal tipo di filo e dall'abilità da chi comanda la pipa. L'aspetto curioso è che i ragazzi a terra neppure si vedono, perché ciascuno si trova anche a centinaia di metri dall'altro. Chi non entra in questo duello è considerato un vigliacco!

Il baseball brasiliano

Ci sono due squadre formate da due coppie. La prima coppia (A) ha in mano il taco (una mazza di legno rudimentale); la seconda coppia (B) ha in mano la pallina. Ciascun giocatore è vicino al birillo (una lattina o bottiglia, come nella foto), insieme al giocatore avversario, con i due birilli distanti tra loro. Chi ha la palla deve lanciarla e colpire il birillo di fronte. Se vi riesce, i due giocatori della squadra B cambiano posto e si prendono il taco.

Questa è una posizione di vantaggio, perché chi ha in mano il taco ha più possibilità di vincere. Come? Quando viene lanciata la palla, chi ha in mano il taco tenta di ribatterla al volo, costringendo l'avversario lanciatore a correre per recuperarla il più presto possibile. Prima che il lanciatore torni al suo posto con la palla, i due avversari s'incrociano scambiando più volte le loro posizioni e battendo il taco al centro del campo. Ogni volta che i due toccano il tacoguadagnano 10 punti. Vince il gioco la squadra che arriva a fare 100 punti. Se il lanciatore arriva con la palla al suo birillo e non trova l'avversario con il taco a terra (perché sta ancora correndo), può colpire il birillo dell'avversario, conquistandosi il taco. E il gioco continua.

"Capoeira", la lotta degli schiavi

La capoeira è uno sport, una danza e una lotta marziale allo stesso tempo. È stata creata in Brasile nel periodo della schiavitù (tra il XVI e il XIX secolo). Gli schiavi inventarono la capoeira a partire da elementi tipici delle danze africane, ma facendo nascere qualcosa di nuovo che prima non esisteva.

Al suono della musica e del birimbau (strumento musicale fatto da una "scodella naturale" e da una corda su cui si batte producendo un suono caratteristico), un gruppo di persone in cerchio cantano la vita dello schiavo, la nostalgia dell'Africa, le avventure e le tragedie del tempo della schiavitù. Un canto famoso dice: "Quando venni da Luanda, non venni da solo; venni con il mio corpo ferito e molta nostalgia nel petto...".

Mentre tutti cantano al suono degli strumenti, due persone vanno verso il centro e danzano i passi della capoeira, con molta destrezza e armonia. A volte, i movimenti sono lenti, a volte sono rapidi. Si finge di dare un colpo all'avversario, avvicinandosi a lui il più possibile con le gambe e le braccia, a ritmo di musica.

In origine, questa danza era davvero una lotta che gli schiavi facevano per difendersi dalle atrocità e dalle violenze commesse contro di loro. La capoeira si è diffusa in Brasile soprattutto nelle aree con maggiore densità abitativa di "neri": Bahia e Maranhão. In poco tempo, ha conquistato quasi tutto il Paese ed è ormai conosciuta in vari continenti del mondo. 

Oggi la capoeira incanta i turisti ed è praticata da tanti giovani e adulti, come un esercizio che aiuta anche lo sviluppo del fisico e dei muscoli. Nata tra i poveri, è praticata anche dalle classi sociali "dominanti" ed è diventata una manifestazione culturale.



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