Gesù al centro di tutti e tutto, Il nostro vescovo Santoro
Presentandosi alla diocesi e negli incontri con le varie realtà ecclesiali, mons. Santoro ha espresso alcune caratteristiche che dovrebbero marcare il suo servizio alla chiesa di Taranto. È quanto emerge anche da questa breve intervista.
Qual è il suo primo messaggio ai tarantini?
Per tutti e al centro di tutto ci deve essere la persona di Gesù Cristo, cuore e motore della storia. La chiesa e i credenti camminano con l'umanità intera, tra passato e futuro; in questo cammino, loro compagno di viaggio, punto di riferimento sicuro e significato della storia stessa, è Gesù. Per i discepoli, Gesù è anche il modello che ispira lo stile di vita: Cristo da seguire e imitare.
Come concretizzare questo impegno?
Attraverso la testimonianza che ogni cristiano è chiamato a esprimere nelle scelte tangibili e nei gesti quotidiani, in particolare attraverso le opere di misericordia, specialmente in questo tempo duro di crisi. Per questo ho invitato la chiesa locale a un'attenzione speciale nei confronti delle categorie più deboli: i poveri, i malati, i carcerati, senza dimenticare il mondo dei giovani.
Lei è partito dai carcerati...
Sì, all'inizio del mio ministero ho sentito l'esigenza di riservarmi del tempo per la visita al carcere della città; ho potuto salutare e a dare la mano a ognuno degli oltre 600 detenuti.
Per usare un'immagine simbolica, direi che tutti i cristiani devono dimostrare il loro impegno missionario, passando dai banchi della chiesa al consumare le scarpe nelle strade, camminando in mezzo al mondo. In questo modo, la testimonianza si unisce alla costanza: altro elemento che deve caratterizzare l'esperienza cristiana.
Un augurio di inizio cammino
Rivolgo un invito prima di tutto ai sacerdoti e poi a tutti, perché collaborino nella comunione, lavorando in sinergia, favorendo il contributo di ognuno; per rendere così ancora più credibile e provocante la nostra fede nel Signore Gesù.








