Fraternidad javeriana in Colombia
Il “raccontare” è oggi ritenuto qualcosa di molto importante per rivelare a sé stessi e agli altri il valore di un cammino compiuto, per rivalutare gli incontri significativi avuti, per rafforzare una base da cui seguire l’avventura della vita… Il ‘raccontare’ è poi, per noi credenti, un modo per fare conoscere le meraviglie che Dio ha realizzato. Dico questo, prima di tutto, per me e per noi rappresentanti di una Famiglia missionaria, in mezzo alla quale il Signore è solito fare “cose belle”.
Mi permetto quindi di raccontare qualcosa che penso sia interessante farvi conoscere, proprio perché il Signore è sempre buono con noi. Nel novembre scorso, ho avuto l’occasione di visitare di nuovo le comunità saveriane della Colombia. Ci sono tornato volentieri, come è ovvio, visto che la Colombia è stata per quasi 18 anni la mia seconda patria. Oltre che per un doveroso incontro con i saveriani che vi lavorano, la mia gioia è stata grande anche per aver celebrato con loro e con molte altre persone una ricorrenza speciale, ovvero i 25 anni di fondazione di un’Associazione che per i saveriani della Colombia rappresenta un appoggio importante e significativo. Il suo nome è Fraternidad javeriana de San Guido Marìa Conforti.
Vi dirò con sincerità che nell’anniversario ero coinvolto direttamente, in quanto fondatore di questa Associazione. Da qui, gli inviti pressanti per una mia presenza. Il Superiore Generale ha ritenuto possibile far coincidere la visita ai confratelli con tale ricorrenza… E così ho avuto la possibilità e la fortuna di esserci.
L’accoglienza è stata calorosa, come nello stile dei colombiani. La celebrazione è stata molto sentita anche se, per il Covid-19 che pure lì imperversa, ci si è dovuti adattare. Altri anni, in occasione di congressi della Fraternidad, ci si riuniva tutti insieme, stavolta l’organizzazione ha previsto due raduni per evitare l’eccessiva concentrazione di persone. Il 13 novembre si sono ritrovati a Cali i membri dei Gruppi di Buenaventura e di Cali; il 15, a Bogotà, i Gruppi di Medellín, Ibagué e Bogotá!
La Fraternidad è nata il 7 ottobre 1996, 25 anni fa, appunto… La sua principale finalità era ed è quella di pregare. Chi aderisce assume l’impegno di recitare ogni giorno il Rosario, in questo caso il “Rosario Missionario”. Pregare è la risposta all’invito di Gesù Cristo, come da Mt. 9, 37-38: “La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate, dunque il Signore della messe, perché mandi operai nella sua messe!”. L’invocazione, quindi, è finalizzata alle vocazioni missionarie ad gentes, per i missionari saveriani in tutto il mondo, per coloro che ancora non conoscono Gesù... A tutti è richiesta, quindi, una passeggiata quotidiana nei cinque continenti, chiedendo che, per intercessione di Maria, il Padrone della messe invii sempre più operai.
Con la Fraternidad, potremmo dire che i saveriani si sono voluti munire, in loco, di un appoggio formidabile per il carisma confortiano e saveriano! Non per casualità, la Fraternidad prende nome dal nostro Fondatore. I loro componenti lo conoscono bene e di lui condividono questo ideale esclusivamente missionario. Come ho detto loro nel mio intervento, la Fraternidad appartiene alla “Famiglia carismatica saveriana” di cui facciamo parte noi religiosi saveriani, le saveriane e tanti gruppi di Laici saveriani in tutto il mondo! Un unico carisma, realizzato in diverse modalità, ispirato dall’unico Spirito!
Finora, sono più di 300 le persone che hanno aderito. Quando ho dato inizio a un progetto come questo, non pensavo troppo al suo possibile sviluppo. Oggi sono costretto a credere che la Fraternidad era ‘cosa di Dio’, se tante persone si sono riconosciute e si riconoscono in essa. La Fraternidad, oltre alla preghiera, collabora con i saveriani attraverso iniziative di carattere sociale, favorendo la loro presenza in parrocchie o in altri ambiti ecclesiali e sociali. È un importante fattore di animazione missionaria e vocazionale nella Chiesa locale. Proponendo ai parroci questa iniziativa, rafforza la dimensione missionaria ad gentes della Chiesa colombiana, tentata di rinchiudersi nelle proprie frontiere.
Questo è il “racconto” di una parte del mio viaggio in Colombia. Bendito sea Dios, come dicono in colombia, che realizza cose buone e sempre a nostro vantaggio! Venga il suo Regno. Quanto a me… venti giorni di Colombia e dieci di quarantena al rientro in Italia. Ma ne è valsa la pena!







