Fratel Giacomo Rigoni: Il vangelo, modello di vita
Gianni, nipote di fratel Giacomo, alla Messa di commiato nella chiesa di Asiago, ha presentato il suo saluto, a nome della numerosa famiglia.
Eri il nostro "zio missionario". Con te abbiamo fatto tanta strada, soprattutto quando passavi qualche giorno di vacanza nel tuo luogo natio, di cui conoscevi storia e segreti più d'ogni altro. Quando venivamo a trovarti a Parma e, tra le altre cose ti ricordavamo i tuoi monti, tu ne gioivi come un bambino, perché tutto il tuo essere era sempre lassù, dove hai passato i primi anni della tua vita, nella bottega di calzolaio di papà.
Quante cose meravigliose ho imparato da te! Tu sei stato per me una pagina aperta della vita e della storia del mondo che mi circondava. E io pendevo dalle tue labbra come uno scolaretto, perchè avevi il dono di saper trasmettere quello che avevi dentro. Ora sei tornato nella tua Asiago, come tanto desideravi.
Quando c'era un problema da risolvere, il primo a essere interpellato eri tu, perché eravamo tutti fiduciosi nella tua grande saggezza ed equanimità. Quello che ci colpiva di te erano le tue doti di uomo, che aveva abbracciato il vangelo come modello di vita. Sei sempre stato umile, semplice, schivo nei modi e servizievole con tutti. Venivi da una grande scuola fatta nella tua numerosa famiglia, dove lo spirito evangelico era prima vissuto tra le mura domestiche e poi fatto conoscere agli altri.
Eri a disposizione del prossimo, mantenendo la tua serenità e una dolcezza disarmante. Il segreto del tuo operare dipendeva interamente dalla preghiera. La tua vita è stata una preghiera continua.
Dovunque sei passato, hai lasciato un traccia profonda del tuo operato.








