Skip to main content
Condividi su

È già passato un anno, da quando il Covid-19 ha iniziato a seminare morte e sofferenze in Italia e nel mondo. È già passato un anno da quel lockdown di tre mesi che avrebbe dovuto farci sentire al sicuro. Fiumi di inchiostro e miliardi di parole si sono susseguiti da allora. Ma i ragazzi e i giovani con cui abbiamo condiviso tempi e spazi nelle nostre case li abbiamo ascoltati in profondità? Alice Bonu, ragazza sarda, ha scritto una lettera molto particolare, che vi proponiamo.
“Durante la quarantena ho provato più volte ad immaginarti. Sì, signor Covid-19, più volte ho pensato a come tu potessi essere! Ho provato a dare un’identità a colui che da un giorno all’altro ha cambiato le nostre vite. Non hai scettro e neppure trono, eppure indossi una corona. Come un potente re hai messo sull’attenti il mondo intero! Mi sono mancati i compagni di scuola, vedere gli insegnanti. Soprattutto, caro signor Covid-19, mi sono mancati i miei nonni! Non avrei mai pensato di stare tanto tempo senza le loro coccole… In tutto il mio pensare, credo che tu sia qui per un motivo: sarà che vuoi darci una lezione? Appena sei arrivato non ti abbiamo preso sul serio: un “virus nato dall’altra parte del mondo non potrà arrivare fino a noi!”. Ma così non è stato. Abbiamo imparato quanto sia importante essere liberi. Siamo stati un po’ egoisti e ora abbiamo imparato la lezione (almeno spero!). Credo che tu sia come il “Diluvio universale”. Dio ti ha mandato da noi per darci un insegnamento. E allora non riesco più a immaginarti come cattivo; sei solo un ribelle scatenato pronto a salvare il mondo da chi lo agita e ha dimenticato il suo valore. Forse i cattivi siamo noi? A me, personalmente, hai fatto anche dei regali. Ho dato valore agli abbracci e, in un giorno, posso fare tante cose senza lamentarmi sempre!
So che ognuno ha le proprie responsabilità. Anche noi ragazzi dobbiamo rispettare le regole e stare attenti per salvaguardare noi stessi e chi ci sta accanto. Io, caro signor Coronavirus, prometto che mi impegnerò per essere migliore e sinceramente mi auguro che tutti abbiano capito che forse è proprio questa la tua immagine: un re potente venuto a rieducarci. Ora, però, potresti anche andartene via e vedrai che, allora, “andrà tutto bene”! Un saluto virtuale.



Scarica questa edizione in formato PDF

Dimensione 2298.41 KB

Gentile lettore,
Continueremo a fare tutto per portarvi sempre notizie d'attualità, testimonianze e riflessioni dalle nostre missioni.
Grazie per sostenere il nostro Giornale.


Altri articoli

Edizione di Gennaio 2016
La festa di San Francesco Saverio, lo scorso 3 dicembre, continua a essere l’appuntamento saveriano con una doppia valenza: da una parte è una “Festa…
Edizione di Marzo 2013
Sono invitata a partecipare con un messaggio alla "marcia per la vita" che si fa in varie diocesi della chiesa italiana. Ovviamente non posso mancare…
Edizione di Gennaio 2013
Di: Gruppo Giovani. Il presepe allestito quest'anno nel santuario "Madonna della Grazia" visualizza il bel tema dello scorso ottobre missionario: "H…
Logo saveriani
Sito in costruzione

Portale Unico dei Saveriani in Italia

Stiamo finalizando la nuova versione del portale

Saremmo online questa estate!

Ti aspettiamo...

Versione precedente del sito