Floribert, simbolo di speranza per i giovani congolesi
Sarà proclamato beato il servo di Dio Floribert Bwana Chui. Ad annunciarlo papa Francesco il 25 novembre. Che notizia! Il giovane Floribert è originario di Goma nell’Est del Congo RD. La città di Goma fa riferimento alla speranza di tante persone che lottano ogni giorno, ai giovani che rischiano la loro vita dicendo NO a tante forme di corruzione… E Floribert ha detto no alla complicità omicida.
Il suo compito era controllare gli alimenti che entravano in Congo, alla dogana al confine col Ruanda. Un giorno, s’imbatte in una quantità smisurata di riso scaduto, pronto ad essere spacciato sui vari mercati di Goma. Floribert, nonostante i tentativi di corromperlo, si oppone all’idea di essere complice del terrorismo alimentare. Decide, dunque, di far bruciare tutto il carico. Per questo, viene catturato, torturato ed infine ucciso nel luglio 2007 a soli 26 anni. Il sito Vatican News così lo descrive: “Floribert Bwana Chui Bin Kositi apparteneva ad una famiglia benestante che gli ha permesso di studiare nelle migliori scuole. Attivamente partecipe alle attività parrocchiali, diventa un punto di riferimento per gli studenti cattolici dell’ateneo di Goma, dove si fa apprezzare anche dai docenti e dalle autorità ecclesiali per l’impegno sociale. Proprio in ambito universitario incontra la Comunità di Sant’Egidio, divenendone uno dei leader locali e riuscendo a coinvolgere altri coetanei nel servizio ai più poveri in anni turbolenti per la città di confine, nella quale erano giunti molti profughi a seguito del genocidio ruandese del 1994. Laureatosi in giurisprudenza, si impegna in politica. Inizia a lavorare alla dogana di Goma come commissario alle avarie, incaricato del controllo delle derrate alimentari che entravano nel Paese...”.
Il mondo è pieno di tante luci, ma anche di corruzione. Sembra che per prosperare occorra fare guerre, distruggere, mentire, imbrogliare, corrompere... In effetti tutti quei mali che vediamo nel mondo provengono da cuori malati. Il giovane congolese Floribert si presenta come la medicina contro la malattia del cuore. A 26 anni ha deciso di rimanere ancorato alle sue convinzioni cristiane acquisite in famiglia, nella comunità, nel gruppo Sant’Egidio di cui era membro. Il martirio di Floribert ci deve interpellare seriamente in quanto cristiani. Aveva davanti un futuro promettente che decide di perdere a nome della sua fede in Gesù Cristo.
Floribert diventa punto di riferimento, motivo di speranza e determinazione nella lotta contro ogni forma di corruzione.
Spero che la celebrazione della beatificazione avvenga a Goma. Sarebbe vissuta come un abbraccio che dà calore, incoraggia, che rafforza la convinzione di molti congolesi che dicono NO agli antivalori, alla dittatura del male. Nell’ascoltare questa storia, un amico mi ha detto: “Ho perso il lavoro perché avevo negato l’OK a materiali rovinati. Sono stato licenziato, con gravi conseguenze economiche in famiglia, ma non mi sono pentito. Ciò che conta è vivere qui sulla terra pensando alla vita eterna”.
In Congo ci sono tanti testimoni della verità e dell’amore che hanno capito e vivono non senza fatica le parole di Madeleine Delbrêl: “Guai a me se non evangelizzo. Guai a me se evangelizzare non mi evangelizza”. Che le nostre vite diventino luogo di evangelizzazione.







