Esempi di PACE
Un… Baku nell’acqua! La 29ª Conferenza Onu sul clima (Cop29), che si è tenuta nella capitale dell’Azerbaijan, ha chiuso con l’accordo fra i 197 Paesi sulla quantità di aiuti da versare al Sud del mondo (300 miliardi a partire dal 2035 contro i 1500 richiesti) per contenere le emissioni e adattarsi al riscaldamento globale. È stato tra i summit più difficili e i risultati sono fra i più deludenti. Ancora una volta, i ‘Grandi’ sono stati incapaci di dare un segno concreto di impegno. Tanto più che le cifre richieste rappresentano un traguardo raggiungibile senza eccessivo sforzo (i G20 nel 2023 hanno sborsato 1.500 miliardi per le super inquinanti fonti fossili). Soldi a parte, l’intesa di maggior rilievo riguarda l’istituzione del registro internazionale dei crediti di carbonio, per rendere pienamente operativi gli Accordi di Parigi. Finora, gli acquisti di progetti di decarbonizzazione dall’estero per compensare le proprie emissioni erano consentiti solo alle aziende. Ora c’è un quadro pubblico di riferimento per ridurre i costi globali della lotta alle emissioni.
Nel frattempo, 27 istituzioni religiose mondiali hanno annunciato il loro disinvestimento dalle aziende produttrici di combustibili fossili, “moralmente inaccettabili, dato l’impatto negativo dell’estrazione e della combustione sul clima, sulla biodiversità e sui diritti umani”.
Nobel per la pace. Anche la mobilitazione “Italia, ripensaci” (promossa tra gli altri da Rete Pace Disarmo e Senzatomica) ha espresso soddisfazione per l’assegnazione del premio Nobel per la Pace 2024 all’organizzazione giapponese “Nihon Hidankyo”, un riconoscimento meritato per gli sforzi lunghi decenni dei sopravvissuti di Hiroshima e Nagasaki, gli hibakusha, per raggiungere il disarmo nucleare globale oggi nuovamente minacciato. L’auspicio è che l’opinione pubblica e la politica italiana guardino a questo esempio luminoso di azione per la Pace, per farsi ispirare in azioni concrete, in particolare scegliendo di ratificare il Trattato per la proibizione delle armi nucleari TPNW.
Il Premio Sakharov 2024 per la libertà di pensiero è stato assegnato agli oppositori venezuelani María Corina Machado ed Edmundo González Urrutia, riconosciuto lo scorso settembre dal Parlamento europeo come legittimo presidente del Venezuela. Machado è stata nominata candidata presidenziale dell'opposizione venezuelana, ma successivamente esclusa dalle elezioni dal Consiglio elettorale nazionale controllato dal regime. Edmundo González Urrutia, che le è succeduto, ha denunciato la mancata pubblicazione da parte del governo venezuelano dei risultati ufficiali delle elezioni presidenziali e ha contestato la vittoria di Nicolás Maduro. González Urrutia ha lasciato il Paese a settembre, dopo l'emissione di un mandato d'arresto nei suoi confronti. Il Parlamento ha condannato “la frode elettorale e le gravi e sistematiche violazioni dei diritti umani perpetrate contro l'opposizione democratica, il popolo venezuelano e la società civile”.
Congo RD: piattaforma per la pace. Nella tormentata parte orientale del Congo RD, a Bukavu, è stata creata una piattaforma interreligiosa di donne con l’obiettivo di dare un contributo alla ricerca della pace e della coesione sociale e di ispirare una forte partecipazione femminile alla creazione di nuove soluzioni alle sfide. La decisione è stata presa nel corso di un seminario della Commissione Interdiocesana Giustizia e Pace di Bukavu. Le fondatrici intendono fornire il proprio contributo alla pace in quanto “madri, educatrici e guardiane della vita” e invitano le popolazioni locali a “resistere alle manipolazioni che conducono alla violenza per non cadere nella trappola di chi vuole continuare a seminare il caos e sfruttare il Congo RD”.
E un uomo di pace era Edmond Bahati Monja, giornalista e coordinatore di Radio Maria/Goma, ucciso a Ndosho. In due anni sono almeno una decina i giornalisti assassinati a Goma e dintorni. Bahati aveva effettuato inchieste sulle violenze dei gruppi armati nella regione. Le radio comunitarie sono uno strumento d’informazione fondamentale in aree di crisi e di guerra come il Nord Kivu. Ma sono pure scomode per le diverse parti in lotta, perché ne denunciano le violenze contro i civili.
L’iniziativa
L’incontro dei bambini

Annunciando a sorpresa le date di canonizzazione di Carlo Acutis e Pier Giorgio Frassati nella giornata dei bambini e degli adolescenti (25-27 aprile) e nella giornata dei giovani (28 luglio-3 agosto), papa Francesco ha annunciato un evento in Vaticano a difesa dei diritti dei bambini in occasione della Giornata internazionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, il 3 febbraio. “Si svolgerà qui l’incontro mondiale dei diritti dei bambini, intitolato Amiamoli e proteggiamoli con la partecipazione di esperti e personalità di diversi Paesi. Sarà l’occasione per individuare nuove vie volte a soccorrere e a proteggere milioni di bambini ancora senza diritti, che vivono in condizioni precarie, vengono sfruttati e abusati e subiscono le conseguenze drammatiche delle guerre”.
Le voci dal Medioriente
Gerusalemme, Beirut e Aleppo
In una Terra Santa devastata da guerre e conflitti, c’è un’oasi di fratellanza all’insegna della musica. All’Istituto Magnificat di Gerusalemme, i 31 insegnanti e i 220 allievi appartengono alle tre grandi religioni monoteiste. L’istituto è stato fondato nel 1995 da p. Armando Pierucci, minore francescano celebre per le sue composizioni di musica sacra. L’attacco di Hamas a Israele e la risposta militare dello stato ebraico hanno inizialmente portato scompiglio. Fra Alberto Joan Pari, direttore dell’istituto, racconta: “Alcune famiglie non hanno più potuto sostenere le tasse scolastiche e hanno preferito ritirarsi. Il delicato equilibrio costruito in quasi trent’anni è stato minacciato in un attimo, ma siamo riusciti a mantenere la politica fuori dalla scuola… un piccolo miracolo; la gente chiede solo di vivere in pace”.
Suor Hanane Youssef e le sue consorelle, Suore di Nostra Signora della Carità del Buon Pastore, continuano a far funzionare il Centro di assistenza medica “Saint Antoine”, nel cuore di Rouaysset, quartiere popolare nel Metn, a Beirut. “Le crisi, una dopo l’altra, non ci lasciano prendere fiato - racconta - veniamo da anni di tormento economico; dalla carenza dei farmaci e di soldi siamo passati alla carenza di personale medico. Le persone hanno paura di venire sul posto di lavoro, essendo collocato in questo quartiere sciita e quindi esposto maggiormente nello scenario di guerra attuale. L’operato del Centro è sempre stato un segno spontaneo e reale della convivenza libanese tra varie comunità di fede. Una convivenza che la guerra mette alla prova, alimentando diffidenza e paura. Ma noi proviamo ad andare avanti su questa strada”.
“Siamo veramente stanchi, sfiniti e anche finiti, in tutti i sensi”. A dirlo è p. Jacques Mourad, dal 2023 Arcivescovo siro cattolico di Homs, la città dove continuano ad arrivare i profughi in fuga da Aleppo, tornata in mano ai gruppi armati jihadisti. “Non possiamo sopportare tutta questa sofferenza delle genti che arrivano qui distrutte, dopo 25 ore di strada. Assetati, affamati, infreddoliti, senza più niente. Perché fanno questo strazio di Aleppo? Perché vogliono distruggere una città storica, simbolica, importante per tutto il mondo? Perché il popolo siriano deve pagare ancora, dopo 14 anni di dolore? Perché siamo così abbandonati in questo mondo, in questa ingiustizia insopportabile? America, Russia, Europa… Hanno tutti responsabilità diretta di quello che succede ad Aleppo”.
Una storia speciale
Preghiera indù al santuario
Ogni anno, il santuario di Nostra Signora della Salute a Vailankanni, nello stato indiano meridionale del Tamil Nadu, accoglie circa venti milioni di pellegrini, la metà dei quali non è di fede cristiana. La stessa statua della Vergine custodita al suo interno presenta lineamenti indiani e indossa il tipico sari sotto la corona posta sul capo. Non è raro vedere processioni di pellegrini indù che, con in mano un piatto di bambù infiorato dove bruciano bacchette di incenso, si prostrano davanti ad essa pregando accanto ai fedeli cristiani. Maria, che Gesù ha voluto lasciarci come Madre di tutti, si manifesta non solo dal punto di vista spirituale, ma anche attraverso una casa per disabili gestita dalle suore di Madre Teresa e vari centri educativi e scolastici. La Vergine è apparsa la prima volta nel XVI secolo a un ragazzo di Vailankanni. Oggi è ancora luogo di pace e preghiera vicino alla spiritualità popolare di milioni di pellegrini da ogni parte del mondo.






