Festival della Pace e Siria dimenticata
Dal 12 al 28 novembre si è svolta la quarta edizione del Festival della Pace, iniziativa di Comune e Provincia di Brescia, in collaborazione con uno stuolo di enti, associazioni, diocesi, istituti religiosi tra cui i Missionari Saveriani di S. Cristo. La proposta era ricca di eventi: incontri, spettacoli, mostre, documentari, dislocati in varie sedi della città. Un vero tourbillon per ribadire il NO alla Guerra e SÌ alla pace, declinata in tante sfaccettature. In quei giorni, tra l’altro, si scatenavano le polemiche della Cina per l’allestimento dell’artista Badiucao (La Cina non è vicina), ancora visitabile presso il Museo Santa Giulia di via Musei.
I saveriani di San Cristo hanno avuto il piacere e l’onore di ospitare un evento del programma e precisamente la mostra fotografica “No more silence. Nome in codice Caesar”, sulla Siria e i suoi dieci anni di guerra dimenticata, a cura dell’associazione “We are Odv”, Amnesty International e Ciurma Pastafariana Brescia. Attraverso immagini molto crude veniva presentato parte del reportage di un ex ufficiale (chiamato appunto Caesar con uno pseudonimo) della Polizia Militare siriana che, nel gennaio 2014, ha disertato, riuscendo a portare all'estero quasi 55mila foto. Documentano con precisione la morte e le torture subite dai detenuti nelle carceri di Bachar al Asad tra il 2011 e il 2013. L’impatto era molto forte, tanto da ammutolire anche i ragazzi delle scuole arrivate in visita.







