Festa dei familiari con il beato Luigi
Quest’anno, nella tradizionale ultima domenica di maggio, abbiamo celebrato la Giornata dei parenti, amici e benefattori dei Saveriani. Più di cento persone si sono riunite nella nostra casa. Come sempre c’era il clima festoso del ritrovarsi e anche la sorpresa di sentire la notizia che qualcuno era andato ad un altro incontro festoso, quello col Padre celeste.
Tutti sapevano della grande novità: p. Luigi Carrara di Pradalunga beatificato in agosto ad Uvira in Congo RD, dove sessant’anni prima aveva trovato la morte da martire assieme ad altri due confratelli (Vittorio Faccin e Giovanni Didonè) e ad un presbitero locale (Albert Jubert). Per l’occasione, a presiedere la santa Messa c’era il postulatore p. Faustino Turco, friulano, già missionario in Congo.
P. Faustino nell’efficace omelia del mattino e nella conversazione a metà pranzo ha spiegato la storia di questi giovani martiri. Quando è arrivata la notizia della loro morte, frequentavo la prima media nel nostro Istituto di Alzano. Era il momento della ricreazione e colpì tutti noi. Davvero ci venne un brivido di commozione misto a stupore. Poi il rettore, p. Mattiello, ci parlò in cappella, spiegando bene ciò che era successo in quelle terre lontane.
Durante il pranzo, abbiamo proiettato un documentario da me curato dove, oltre alla storia, c’erano alcune interviste ai Saveriani che proprio allora erano in Congo, quasi tutti prigionieri a loro volta dei ribelli Simba. Certi passaggi mi toccano ancora profondamente. Sono stati distribuiti anche degli opuscoli sui quattro martiri. I presenti hanno faticato a interrompere le conversazioni con noi e dalle numerose domande che avrebbero voluto ancora fare.
È stata una bella giornata. Penso che tutti siano tornati con un bel messaggio nel cuore da confidare a chi era rimasto a casa. Quando ho raccolto le interviste del video, non pensavo proprio che la loro beatificazione sarebbe avvenuta e mai così presto. Sapevo però che quelle vite avevano raccontato qualcosa di grande e concreto sull’Amore di Gesù, testimoniato con l’entusiasmo della giovinezza nelle terre d’Africa.
Il 17 giugno, invece, p. Giuseppe Rinaldi ha compiuto 90 anni, festeggiati con la comunità arricchita per l’occasione da un nostro presbitero amico, don Angelo Oldrati.








