Festa dei famigliari a Udine
Domenica 4 ottobre, festa di san Francesco d'Assisi: c'è aria gioiosa nella casa saveriana in via Monte san Michele. È la giornata dei genitori e dei famigliari dei missionari friulani. La prima persona che si presenta sulla porta è la signora Agostina, mamma di p. Giuseppe Matteucig, rettore a Holliston, negli Stati Uniti. Dopo di lei arrivano Licia e Dino, genitori di p. Edi Foschiatto, missionario a Taiwan.
Poi sopraggiunge Rosa, la mamma di p. Claudio Marano, direttore del grande centro giovanile Kamenge in Burundi. Fanno capolino, quasi in punta di piedi, Amalia e Amedeo, genitori di p. Marco Marangone che vive in Colombia. In carrozzella arriva la signora Maria, mamma del compianto p. Roberto, accompagnata dalla figlia Gemma. E poi, via via, tutti gli altri.
Saluti sentiti, un bel ritrovarsi tra persone che si conoscono da anni, e che da anni si tengono in contatto scambiandosi notizie e ritrovandosi a pregare. Certo, non è un segreto: una volta al mese, di solito la seconda domenica alle 15, si trovano in via Monte san Michele per un rosario e una santa Messa per le vocazioni, per i missionari vivi e defunti e i loro famigliari.
Nuove sfide per i missionari
Dopo i saluti e un caffè, ci si raduna nel salone del teatro. Qui padre Carmelo fa gli onori di casa e presenta p. Ulisse Zanoletti, vice superiore dei saveriani in Italia, venuto espressamente da Parma portando l'affettuoso saluto del superiore p. Carlo Pozzobon, che è stato anche rettore della comunità di Udine.
Padre Ulisse intrattiene i presenti sulla situazione della nostra famiglia saveriana. Parla in particolare della teologia di Parma, di cui è rettore: "la comunità teologica di Parma è davvero diventata multietnica!". Si sofferma poi sulle prospettive di lavoro e sulle nuove sfide che attendono i missionari. "In questo mondo in continua evoluzione, portare Gesù alle donne e agli uomini di oggi, attanagliati da mille difficoltà e drammi, non è impresa facile".
Il lavoro del missionario passa attraverso nuove strade che toccano nervi scoperti del vivere umano. Ad esempio la giustizia, che abbraccia un uso equilibrato e intelligente della natura; la pace e la convivenza tra le religioni, in un sincero cammino di ricerca della verità, nel rispetto degli itinerari religiosi e culturali di tutti. "Cristo è la luce nuova che illumina gli sforzi di tutte le persone di buona volontà", conclude p. Ulisse.
Ricordando i nostri defunti
Mattiussi p. Lorenzo offre un video sulla missione, ben curato e interessante. Presentando i valori proposti dal fondatore beato Conforti, egli illustra il senso dell'attività missionaria, soprattutto nei luoghi dove lavorano i saveriani friulani.
La celebrazione dell'Eucaristia conclude la prima parte della giornata. Padre Ulisse, ancora una volta, aiuta l'assemblea a cogliere il profondo messaggio delle letture bibliche incentrate sulla famiglia. "L'amore che deve alimentare la vita familiare deve attingere dal Signore la sua vitalità per poter realizzare il progetto di Dio nella vita di ciascuno di noi". Toccante il momento nel quale p. Carmelo ha ricordato i missionari friulani che sono già tra le braccia del Signore. Assieme a loro sono stati ricordati anche i famigliari che sono venuti a mancare quest'anno.
Il pranzo è un momento di vera convivialità e gioia. A servire ci sono i nipoti di p. Dal Forno, e anche le torte di mamma Gemma, assieme a molto altro e a tanto piacere di stare insieme. Dopo il caffè... corretto, un sentito saluto con la promessa di ritrovarsi ancora, per chi può, una volta al mese per la preghiera e, per tutti, fra un anno.








