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NORD/SUD NOTIZIE

Mass e social… media

Giornalisti sotto assedio. Non è confortante l’aggiornamento sul numero di giornalisti incarcerati, sequestrati o scomparsi, pubblicato da Reporter senza Frontiere. Turchia, Cina, Siria, Iran ed Egitto sono ancora le più grandi prigioni al mondo per gli operatori dell’informazione: 348 giornalisti sono oggi detenuti, con un incremento del 6% rispetto al 2015.

Ad oggi, le numerose risoluzioni dell’Onu sulla protezione degli operatori dell’informazione devono ancora produrre risultati soddisfacenti.

• Il potere spaventato. Da alcuni anni, un nuovo trend caratterizza le politiche di molti paesi africani. Non appena ha inizio un’elezione incerta o la popolazione oppressa mostra segni di insofferenza, internet e social network vengono oscurati.

Tutto questo è possibile perché in molti Stati spesso è solo una la società fornitrice di comunicazioni e il più delle volte è anche sotto il controllo statale. Ma anche in Africa l’accesso a internet sta crescendo. E la diffusione del web, e dei social network in particolare, ha effetti positivi sull’emancipazione culturale, perché fa circolare idee.

Politica e lavoro

• Priorità strategica. Si intensificano gli sforzi dell’Unione europea per l'attuazione dei migration compact, cioè una serie di accordi già avviati con Niger, Nigeria, Senegal, Etiopia e Mali per frenare i flussi migratori provenienti dal continente. La contropartita è un congruo esborso di denaro. Risorse messe a disposizione perché questi paesi trattengano le persone o le riprendano quando sono respinte o espulse dai paesi europei. È il tentativo europeo di esternalizzare le frontiere ben al di là della sponda meridionale del Mediterraneo.

• Prosciugare il terrorismo. La Commissione europea ha adottato un pacchetto di misure per potenziare la capacità dell'UE di combattere il finanziamento del terrorismo e della criminalità organizzata: riciclaggio di denaro, flussi illeciti di contante, congelamento e confisca di beni. Individuare i flussi finanziari sospetti e bloccare le fonti del terrorismo rappresenta uno dei modi più efficaci per impedire potenziali attentati terroristici e attività criminali.

• Libia. Medici senza forntiere che fornisce assistenza in 7 centri per migranti ubicati a Tripoli attraverso cliniche mobili, è allarmata per le gravi condizioni di vita delle persone trattenute. Esprime la sua opposizione alla detenzione di migranti, rifugiati e richiedenti asilo in Libia. Nei centri c’è carenza di cibo e i detenuti non hanno un adeguato accesso all’acqua potabile e a servizi igienici adeguati.

• Iraq. L’offensiva militare per riprendere Mosul ha costretto persone che avevano attraversato situazioni traumatiche a scappare dalla città e dai villaggi limitrofi. Circa 30mila persone vivono in campi a 35 chilometri a est di Mosul. Le équipe MSF di salute mentale visitano circa 45 pazienti al giorno. Molti sono stati testimoni di combattimenti ed esecuzioni d’ogni tipo. Le conseguenze sono inimmaginabili.

• Nuovi corridoi umanitari. È stato firmato il Protocollo di intesa per l’apertura di nuovi corridori umanitari che permetteranno l’arrivo in Italia, nei prossimi mesi, di 500 profughi eritrei, somali e sud-sudanesi, fuggiti dai loro Paesi per i conflitti in corso. A siglare il “protocollo tecnico” la Conferenza episcopale italiana (che agirà attraverso la Caritas e la Fondazione Migrantes), la Comunità di Sant’Egidio, il sottosegretario all’Interno e il direttore delle politiche migratorie della Farnesina.

“L’accordo consentirà un ingresso legale e sicuro a donne, uomini e bambini che vivono da anni nei campi profughi etiopi in condizioni di grande precarietà”, ha dichiarato mons. Galantino.

La chiesa italiana si fa interamente carico del progetto; attraverso le diocesi accompagnerà un adeguato processo di integrazione e inclusione nella società italiana.

Questo modello di sinergia tra stato e società è replicabile anche in altri Paesi?



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