Economia al servizio dei popoli
Messaggio dalle chiese
Dal discorso di papa Francesco a Santa Cruz (Bolivia), all’incontro mondiale dei movimenti popolari.
Nei vari incontri, nei diversi viaggi, ho trovato che esiste un desiderio di cambiamento in tutti i popoli del mondo… Il tempo, fratelli e sorelle, sembra che stia per giungere al termine. Diciamolo senza timore: abbiamo bisogno e vogliamo un cambiamento, un cambiamento redentivo. Questo sistema non regge più. È un sistema che continua a negare a miliardi di fratelli i più elementari diritti.
Non è più tempo di pessimismo parolaio. È tempo di proposte concrete. Ci sono tre grandi compiti, per cambiare.
Il primo è mettere l‘economia al servizio dei popoli. L’economia non dovrebbe essere un meccanismo di accumulo, ma la buona amministrazione della casa comune.
L’equa distribuzione dei frutti della terra e del lavoro umano non è semplice filantropia. È un dovere morale. Per i cristiani, l’impegno è ancora più forte: è un comandamento!
La destinazione universale dei beni non è un ornamento discorsivo della dottrina sociale della chiesa. È una realtà antecedente alla proprietà privata...
Il secondo compito è unire i nostri popoli nel cammino di pace e giustizia. I popoli del mondo vogliono essere artefici del proprio destino. Il colonialismo, vecchio e nuovo, che riduce i paesi poveri a semplici fornitori di materie prime e manodopera a basso costo, genera violenza, povertà, migrazioni forzate... Questo è iniquità e l’iniquità genera violenza che nessuno è in grado di fermare.
Il terzo compito è difendere la Madre Terra. Non si può consentire che certi interessi - che sono globali, ma non universali - si impongano, sottomettano gli stati e continuino a distruggere il creato.
I popoli e i loro movimenti sono chiamati a far sentire la propria voce, ad esigere, pacificamente ma tenacemente, l’adozione urgente di misure appropriate.
Abbiamo bisogno di un cambiamento: si metta l’economia al servizio dei popoli.








