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MISSIONI NOTIZIE

Martiri senza tempo

p.6 Yemen suore ucciseYemen: non ce ne andiamo! “La popolazione amava le suore di Madre Teresa uccise a Aden, ammirava il loro modo di servire gli altri senza guardare all'appartenenza religiosa, ma solo alla scelta di prediligere chi ha più bisogno; questo suscitava simpatia e affetto tra il popolo e forse dava fastidio”.

Così il vescovo Hinder commenta la strage terrorista compiuta il 4 marzo, che ha coinvolto quattro suore e altre 12 persone, tra i collaboratori, gli anziani e i disabili da loro assistiti presso la “Mother Theresa's Home. Le missionarie della Carità hanno reso noto che non abbandoneranno la loro opera in Yemen, ma che “continueranno a servire i poveri e i bisognosi”.

Brasile: nel ricordo di suor Dorothy. Numerose famiglie di agricoltori di Anapu, nel sud del Pará (Brasile), si sono incontrate il 12 febbraio per ricordare l’assassinio, avvenuto 11 anni fa, di suor Dorothy Stang, la religiosa impegnata nella Commissione pastorale della terra (Cpt) a fianco dei lavoratori dei campi e contro lo strapotere dei fazendeiros. Secondo la Cpt, nel 2015 il numero di omicidi derivati dai conflitti nelle zone rurali è stato il più alto negli ultimi 12 anni.

Terra Santa: cristiani in calo. La piccola realtà cristiana della Striscia di Gaza continua ad assottigliarsi. Negli ultimi mesi, sono almeno trenta i giovani che hanno lasciato la terra in cui erano nati per emigrare. I cristiani sono ormai poco più di un migliaio.

Insieme al parroco, i ragazzi e le suore si recano periodicamente a distribuire aiuti alle famiglie più povere. “Abbiamo sentito racconti strazianti di persone disperate e affamate, nessuno lavora, i bambini sono numerosi, spesso ci sono malati gravi che necessitano di cure; le abitazioni sono fatiscenti perché le pareti e il tetto sono di lamiera e senza energia elettrica”.

Una storia speciale

In Europa non torno più! "Il mio sogno era di andare in Africa quando fosse arrivato il momento della pensione, per vivere nella preghiera e nella solidarietà con i fratelli di quel continente; la salute però non aiuta il mio sogno e non voglio essere di peso a nessuno, ma in Europa non torno più e rimango nel terzo mondo".

Lo ha detto mons. Pedro Casaldáliga, vescovo emerito di Sao Félix do Araguia (Mato Grosso) in Amazzonia. Clarettiano spagnolo, 88 anni, è considerato la voce dei poveri, degli indigeni e dei senza terra dell'Amazzonia brasiliana.

Si trova in Brasile dal 1968, è uno dei rappresentanti della teologia della liberazione ed ha aspramente criticato la dittatura militare che ha governato il Brasile tra il 1964 e il 1985. Nonostante le ripetute minacce di morte ricevute durante tutta la vita, si è sempre rifiutato di abbandonare la realtà amazzonica. Cinque anni fa il governo gli ha conferito un premio speciale per il suo lavoro a favore dei diritti umani.



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