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Mentre si svolgeva una funzione religiosa, è stata fatta esplodere una bomba nella chiesa dove opera il saveriano p. Mimmo Pietanza, in Bangladesh. L’attentato ha provocato una decina di morti e vari feriti.

Al momento dell’esplosione né p. Mimmo, che stava celebrando, né i fedeli si sono resi conto di quanto stava succedendo. In realtà in un primo momento hanno pensato ad un corto circuito. Quelli che potevano si sono riversati fuori dalla chiesa, per rientrarvi qualche istante dopo e rendersi conto della situazione. A terra giacevano diverse persone, colpite alle gambe o ai fianchi. Alcuni avevano gli arti inferiori maciullati e sono morti per dissanguamento. Il personale religioso è incolume, fatto salvo per uno studente saveriano che si è rotto un braccio.

In seguito è intervenuta la polizia, oltre ad alcuni esponenti politici locali. Le nostre fonti sottolineano che le suore sono state costrette a rimanere chiuse nella sagrestia per tutta la giornata in attesa di essere interrogate dagli agenti. Quanto alle ragioni dell’attentato ecco alcune ipotesi emerse in queste ore: si è pensato ad un’azione degli estremisti islamici, ma è la teoria meno accreditata, dal momento che a Baniarchar non si erano mai verificati episodi di questo genere.

Qualcuno ha puntato il dito sulle divisioni interne alla comunità cristiana, per esempio tra cattolici e le tante denominazioni protestanti presenti nella zona. Tuttavia si tende a scartare anche questa congettura, perché una reazione del genere è considerata sproporzionata rispetto ad eventuali motivi di contrasto.

Qualcuno ha persino pensato ad un errore, sebbene la collocazione della bomba, a metà della chiesa, faccia piuttosto ritenere che si puntava ad una strage. Una delle ipotesi più accreditate, emersa già dalle prime ore, resta quella secondo cui il Partito nazionale del Bangladesh – alleanza di alcune formazioni di opposizione – avrebbe voluto compiere un gesto dimostrativo contro la premier Sheikh Hasina, in vista delle elezioni generali previste per ottobre. Il primo ministro riscuote infatti forti consensi nel distretto di Gopalganj.

Quando la notizia si è sparsa per il Paese, subito molti preti e suore sono accorsi da Khulna e Dhaka per mostrare la loro solidarietà e portare aiuto a p. Mimmo e alla sua gente. Lo studente ferito è un Saveriano bengalese che da una settimana si trovava a Baniarchar per dare una mano nell’attività pastorale.



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