È bello guardarsi… in faccia
L’esperienza pastorale presso le parrocchie di S. Vito di Fagagna, Silvella e Madrisio svolto in questi ultimi due anni, mi ha portato a condividere esperienze belle di fraternità, sia con i giovani che con gli anziani. In modo particolare, voglio ringraziare i “diversamente giovani” che si ritrovano settimanalmente nelle parrocchie di S. Vito e Madrisio, con la collaborazione delle associazioni di volontariato nella zona di S. Daniele del Friuli. Le immagini pubblicate riguardano la festa del 10° anniversario del gruppo di S. Vito, il 22 novembre, che ha coinvolto anche il gruppo “Cialìnsi in muse” di Madrisio. In questo numero si presenta il gruppo di Madrisio.
Siamo il Gruppo Anziani di Madrisio di Fagagna e ci chiamiamo ”Cjalinsi in muse” (ovvero Guardiamoci in faccia). Perché? Il motivo è molto semplice. Il tempo passa molto velocemente e, in breve tempo, saremo noi “badanti” al posto dei nostri amici anziani. Quindi, significa: attenzione, siamo realisti, la ruota gira e, in men che non si dica, saremo noi al loro posto, con la speranza di essere lucidi e allegri proprio come loro.
Ci incontriamo ogni mercoledì pomeriggio, con il sole o con la pioggia, senza paura. Siamo una quarantina di persone di ogni età, dai 60 ai 90 e oltre, tutti vispi e motivati dal piacere di stare assieme. Stiamo raggiungendo il traguardo degli otto anni di attività e tra noi è nata una solida amicizia. Noi collaboratrici, soprannominate amichevolmente “badanti”, siamo una decina. Ognuna di noi ha un compito specifico ed è anche punto di riferimento sia per il trasporto che per le diverse attività.
La nostra giornata tipo è scandita da un programma. All’inizio c’è l’appuntamento con l’illustrazione del “Santo del giorno”, seguono l’almanacco, un piccolo racconto di un fatto accaduto molti anni prima nello stesso giorno. Poi le preghiere sono d’obbligo e sono apprezzate eventuali intenzioni e richieste; infine ci sono le comunicazioni, la posta e alcune considerazioni sui fatti accaduti, possibilmente positivi per non avvilirci. Finalmente, cominciano i giochi tanto attesi, tombola e briscola non possono mancare. A metà pomeriggio una lauta merenda in compagnia è sempre ben gradita e infine i sospirati canti, friulani, italiani, religiosi e non, soprattutto appropriati al momento. Una sigla finale indica che la festa è finita e che è ora di rientrare nelle proprie case, portando il sorriso dell’amichevole compagnia.
Tutto qui? No certo, non è tutto qui! Il nostro trovarci assieme ci ha dato l’opportunità di scambiarci delle idee, di confrontarci tra noi e prendere in considerazione il fatto che possiamo essere utili agli altri facendo del bene a noi stessi. Tempo fa abbiamo avuto l’occasione di fare una donazione a distanza per una bambina boliviana (Melissa) e tuttora manteniamo con lei un contatto. Abbiamo avuto anche la fortuna di conoscerla personalmente ed è stata per noi una forte emozion
In questi ultimi anni, abbiamo fatto amicizia con p. Daniele e, tramite lui, abbiamo conosciuto realtà molto lontane da noi. Abbiamo ospitato diversi saveriani (p. Ernesto Tomè, p. Carlo Di Sopra, p. Edi Foschiatto, p. Marco Bertoni). Ognuno di loro ha portato la propria esperienza, spiegando i problemi e le necessità che ci sono nei luoghi in cui lavorano. I nostri amici anziani sono molto sensibili a questi argomenti e li seguono con interesse. Sono come semi di un rosario, legati l’uno all’altro da un filo spirituale, fondamentali per farci comprendere le necessità degli altri ed essere più benevoli con i fratelli meno fortunati.
Il nostro gruppo vive anche alcune brevi escursioni, per ammirare le bellezze del Friuli che, durante la vita lavorativa, non abbiamo avuto modo di apprezzare. Per cui, viva la seconda giovinezza e anche la terza. Buon inizio di anno!







